Il Tirreno

Ambulanti contro la Bolkestein

Giulia Stefanini
Il mercato ambulante a Massa e, a destra, a Marina
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Il mercato ambulante a Massa e, a destra, a Marina

Con la direttiva Ue posti dei mercati all'asta

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 MASSA. La direttiva Bolkestein non fa paura solo ai balneari ma anche gli ambulanti, che dicono no alla normativa europea «che annuncerebbe la fine del commercio ambulante e decreterebbe la precarizzazione del settore».  Dei timori e degli scenari futuri per i mercati cittadini si è discusso in un convegno che si è tenuto nei giorni scorsi al Teatro dei Servi, organizzato da Anva e Confesercenti, alla presenza - tra gli altri - di Maurizio Innocenti ed Emanuele Pasquini, presidente nazionale e coordinatore regionale Anva, Pierpaolo Pucci, presidente Anva provinciale, Paolo Arpagaus di Confesercenti e Luigi Della Pina, assessore alle attività produttive.  In sala anche quarantina di ambulanti del territorio, in gran parte stranieri, che hanno preso parte al dibattito.  «Uscire dalla Bolkestein» o, almeno, «definire nuovi criteri per ristabilire le nuove postazioni di mercato, altrimenti siamo pronti a mobilitarci». Queste le rischieste dei commercianti delle bancarelle che si sentono minacciati dalla direttiva europea che prevede la concessione di autorizzazioni commerciali alle società di capitali e alle cooperative e la decadenza delle concessioni per la vendita dopo dieci anni, a cui seguirebbe un bando pubblico.  In sostanza, mentre adesso il rinnovo delle concessioni è automatico e avviene ogni dieci anni, con la Bolkestein vengono messe in gara le concessioni di posteggio, senza che l'operatore possa rivendicare una prelazione, fatto questo che annullerebbe - secondo gli operatori - ogni diritto, ogni investimento e sicurezza sul lavoro.  Per tutelare gli ambulanti, Anva e Regione Toscana, hanno approvato un documento ufficiale per uscire da questa normativa, dove sono stati definiti nuovi criteri da applicare per il rinnovo alla scadenza delle autorizzazioni, che prevedono: anzianità di posteggio; regolarità contributiva e riqualificazione degli operatori (corsi professionalizzanti).  L'assessore Della Pina si è detto vicino al settore: «Auspico che questo decreto venga rivisto e sono d'accordo con la vostra protesta; siamo però di fronte ad un vuoto legislativo».  Attualmente, al livello nazionale si contano 170 mila ambulanti, mentre in Toscana sono circa 11 mila. Il dato emerso con forza negli ultimi tempi, vede un aumento degli operatori stranieri, in particolare extracomunitari, che rappresentano una fetta del 30% del mercato. Parallelamente alla loro crescita, sono diminuiti invece i giovani, che non sono più interessati ad entrare in questo mondo.  Da sottolineare, infine, anche l'aumento dei costi di gestione, a partire dal carburante, suolo pubblico e l'acquisto dei posteggi. Oggi «fare cinque mercati a settimana di otto ore ha costi maggiori rispetto ad un negozio di periferia aperto 16 ore in una città di media gestione». E nel resto d'Europa, come se la passano gli ambulanti? Quello che viene colpito dalla direttiva Bolkestein è la concessione. Concessione che si applica solo in Italia e in Spagna. Nel resto d'Europa, infatti, si fanno grandi fiere e non mercati stanziali: sono pochi i mercati cittadini in cui si può trovare merce di ogni genere: dall'abbigliamento, alla frutta, dagli utensili alle chincaglierie; in Europa la maggior parte dei mercati cittadini sono alimentari, con il capo-mercato che al mattino stabilisce che può allestire il proprio banco e chi no.

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