Il Tirreno

Tavolo del marmo, ora è rottura

Tavolo del marmo, ora è rottura

Nessun accordo sulle nuove tariffe, il Comune tratterà cava per cava

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CARRARA. La rottura era nell'aria. E adesso è definitiva: sulla suddivisione in quattro fasce (e sui 4 milioni in più dai blocchi) che l'amministrazione chiedeva ai concessionari delle cave, le associazioni hanno detto di no.  

Tavolo del marmo: è rottura.
Sul capitolo delle nuove tariffe da applicare al lapideo l'esperienza del tavolo del marmo, che vedeva seduti assieme Comune e associazioni di categoria, si è definitvamente conclusa. E adesso cosa succede?

Quello che il sindaco aveva già ventilato da tempo: l'amministrazione andrà alla trattativa diretta (come da regolamento) sottoponendo la suddivisione in quattro fasce e le nuove tariffe cava per cava. Saranno quindi le imprese, singolarmente, a decidere se aderire alla linea del Comune o se percorrere la strada dell'arbitrato. 

Zubbani: era giusto dare un taglio. «Le associazioni ci hanno proposto sì quattro fasce, ma lasciando i bianchi insieme e scomponendo i colorati in due fasce. A quel punto, non c'erano le condizioni per proseguire». Questo, a caldo, il commento del sindaco dopo la chiusura, definitiva, del tavolo del lapideo convocato nella sede della Circoscrizione di Marina.

«Le associazioni avrebbero poi voluto ridiscutere - prosegue Zubbani - ma ho ritenuto di dare un taglio, non era dignitoso né per l'amministrazione né per loro, aggiornarci senza costrutto. Si apre adesso un confronto con le singole aziende». E specifica: «Faremo un raggruppamento omogeneo, visto che ora siamo svincolati da quello che avevamo messo sul tavolo.

Certo, qualcuno si accorgerà di aver rinunciato alla concessione per 29 anni e alla possibilità di triangolare la responsabilità sul trasporto dei sassi - spiega il sindaco - Ho ribadito che l'accordo che vogliamo fare con le singole aziende, vuole salvaguardare il patrimonio per il futuro.

E quello che chiedevamo, non era per far quadrare il bilancio, che quadreremo ugualmente con sofferenza. Non me la sono sentita di "scalare" su principi quali i valori di mercato dell'escavato». «Lunedì - annuncia - farò un passaggio in consiglio comunale, dove era stato votato un ordine del giorno che invitava ad andare avanti e, se del caso, a cambiare il regolamento degli agri marmiferi».

«Visto l'esito degli ultimi incontri, non ero affatto ottimista - conclude Zubbani - Ora si apre una nuova fase che deve essere esclusivamente nell'interesse della città. Se mi fossi accontentato di un accordicchio che dava 1 o 2 milioni in più, non avrei fatto gli interessi dei cittadini». 

Cna: una sconfitta per le associazioni. «La speranza è che ci siano ulteriori margini per riprendere una trattativa con il Comune, ma al momento non ne sono convinto. Insomma - dice Antonio Chiappini di Cna - l'auspicio è che si possa recuperare in extremis e trovare un accordo con l'amministrazione: il Comune ha proposto un pacchetto con impossibilità di deroga.

Mettere d'accordo tutti era difficile».   Confartigianto: ancora margini per un riallineamento. È più ottimista l'analisi di Attilio Papini di Confartigianato. «Ci siamo lasciati senza alcun tono drammatico, e non è neanche escluso che le associazioni riescano a riallinearsi.

Certo, per la determinazioen delle fasce bisogna stabilire dei parametri precisi, che non diano adito a squilibri fra le cave o avvantaggiarne una a discapito di un'altra».   Il «no comment» di Assindustria. Il direttore di Assindustria, Andrea Balestri, ha lasciato, prima della fine, il tavolo del marmo. «Nessun commento» sulla rottura delle trattative.  A.V.

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