Il Tirreno

«L'Asl ha bloccato tutti i pagamenti»

L’ospedale di Carrara
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L’ospedale di Carrara

Denuncia choc di Cisl e Uil: e le liste di attesa sono gonfiate a dismisura

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CARRARA. Cisl e Uil provinciali tornano a intervenire con forza sul pianeta sanità: «Non permetteremo accordi, accordicchi o nuovi metodi di cogestione da "ancienne regime": sarà importante iniziare a procedere valutando la meritocrazia e la qualità senza indugi o tentennamenti nelle nomine, nei trasferimenti nella gestione quotidiana. Diversamente la faccenda da inconcepibilie diventerà davvero grottesca». Un messaggio chiaro, che parte da una premessa: «Abbiamo promosso e partecipato a Convegni pubblici, incontri ufficiali, ufficiosi e concertazioni varie, ma, alla fine - osservano Cisl e Uil - non sono ancora disponibili i conti previsionali sul deficit di bilancio, corrente reale: quello sul quale si fanno e faranno i tagli nella nostra Azienda sanitaria locale. In pratica dall'inizio dell'anno corrente il nuovo Direttore Generale ha provveduto ad ibernare tutte le spese correnti: si sono di fatto bloccati tutti i pagamenti. Il personale del comparto, medico e dirigenziale ha sospeso ogni forma di prestazione che ecceda l'ordinario; conseguentemente le liste di attesa si sono allungate e gonfiate a dismisura, i disagi sono aumentati, regna l'incertezza. Mai avevamo notato nel personale tutto tanta rassegnazione, quasi che ci fosse ormai la convinzione che il futuro non sia più positivo».  «Probabilmente - aggiungono - alla necessità di riportare i parametri organizzativi della nostra Azienda entro quelli regionali, occorre aggiungere come si intende affrontare il "rientro" anche in quello economico finanziario: una prima ristrutturazione è stata iniziata ed ha interessato un po' tutti gli ospedali del territorio: punto nascita a Pontremoli, altri accorpamenti a Fivizzano, chiusura del settimo piano a Carrara ed accorpamenti a Massa, adesso a qualche mese e fuori almeno dall'emergenza emotiva, chiediamo con forza di conoscere i dati veri di bilancio tendenziale per l'anno corrente, coerenti con il consuntivo 2010».  La posizione è netta. Cisl e Uil vogliono sapere «qual è il deficit tendenziale trascorsi ormai cinque mesi, immaginando che non sia possibile continuare così: in pratica tutto fermo per vedere magari a fine giugno, trascoso il 50% del periodo, quanto si è risparmiato, dove si sono create le proteste, dove no e cosa è possibile fare ancora e di ulteriore: questa cosa è grave e va ben oltre una forma di commissariamento di fatto, è ingiusta verso il territorio, i suoi cittadini pensionati e lavoratori che subiscono e subiranno tagli generalizzati ma anche apparentemente non selettivi e quindi non razionali, quasi a colpire a caso, nel mucchio, con l'unica giustificazione di vedere quanto si risparmia. In questo caso allora si porrebbero ombre sulle responsabilità politiche attuali e precedenti, ai vari livelli». I sindacati chiedono poi fin d'ora chiarezza sull'ospedale unico e sul livello dei primari che avrà e che «dovrà caratterizzarsi anche con la conferma e la venuta di nuovi primari che le diano una gestione buona, almeno di medio livello, permettendole di attirare pazienti e quindi turismo sanitario proprio mentre tutta l'Italia sembra andare sanitariamente in tilt! Un buon ospedale, inteso come edilizia sanitaria, senza primari in gamba è come avere uno stadio da serie A dove si gioca invece in Eccellenza».  «La costruzione del nuovo ospedale delle Apuane deve essere considerata come un volano importante per il rilancio della nostra economia: a tal fine deve essere utilizzata manodopera locale oltretutto in un contesto di grave crisi e ristrettezze economiche per il Territorio».  Il tutto, come detto all'inizio, senza "accordi, accordicchi o cogestione da "ancienne regime". M.B.

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