Il Tirreno

Marmo, poche chance di un accordo

Uno scorcio delle cave
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Uno scorcio delle cave

Assindustria insiste: pronti al dialogo, ma sul valore medio siamo molto lontani

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 CARRARA. Alla vigilia del tavolo del marmo, sono poche le possibilità che oggi si vada ad un accordo fra Comune e associazioni di categoria. Il nodo è sempre quello: la suddivisione nelle quattro fasce proposto da palazzo civico, e ovviamente, il quantum delle tariffe. Assindustria è pronta a discutere sulle fasce (con una diversa modulazione), ma sulle tariffe il disaccordo è totale.  Il direttore di Assindustria, Andrea Balestri, ribadisce la volontà di trattare: «La trattativa funziona di solito che di fronte a una proposta, vi sia una controproposta: a quel punto, si valutano il più oggettivamente possibile le ragioni dell'uno e dell'altro, e si prosegue. Di fronte a un "prendere o lasciare" unilaterale, non c'è possibilità di trattativa. Detto questo - aggiunge il direttore - noi possiamo essere d'accordo sulla progressività delle tariffazioni, e anche sul 10% del valore, ma non siamo d'accordo sulla suddivisione in due fasce dei bianchi e siamo in assoluto disaccordo rispetto al valore medio dell'escavato individuato dal Comune. Noi abbiamo dati ampi e calcoli che riteniamo attendibili rispetto ai valori medi che sono lontani da quelli alla base delle proposte comunali. Noi, ripeto, andremo al tavolo pronti al dialogo ma pronti a sostenere le nostre argomentazioni. Che ci sia una differenza fra marmi colorati e bianchi è evidente, il confine è netto; non ci va bene introdurre differenziazioni che potrebbero ingenerare una soggettività nel giudizio. E sull'entità delle tariffe, insomma, i nostri calcoli sono ben diversi».  Assindustria andrà quindi al tavolo per ribadire la disponibilità al dialogo ma anche le sue posizioni.  In settimana, si era parlato di un possibile fronte comune di Confartigianato, Cna e Api, che sarebbero pronte ad uno spirito maggiormente collaborativo, nel senso che potrebbero accettare le quattro fasce, e che sarebbero pronte a discutere ed entrare nel merito delle singole tariffe. Insomma, il fronte che un mese fa era compatto sul rigettare la proposta del Comune, potrebbe essere un po' meno granitico (o... marmoreo, con una facile battuta). E la Lega? Al suo interno, da quanto emerge, vi sarebbe un fronte più oltranzista, rappresentato dalla coop di Gioia, vicino alle posizioni della Lega, e un'altra componente che invece sarebbe più disponibile ad un accordo con il Comune.  E il Comune? Il sindaco Angelo Zubbani non ha dubbi: «Noi andiamo al tavolo tenendo la barra dritta e credendo nella nostra proposta: ma certo, siamo in una trattativa, e quindi se anche nell'eventuale classificazione delle fasce, ci fanno presente in modo concreto che c'è qualcosa da rivedere ma non di dostanziale, siamo pronti. Ma, sia chiaro, il tavolo prosegue solo c'è un'accettazione dei criteri delle quattro fasce, altrimenti riesce difficile continuare a discutere. E anche sulle tariffe: se c'è da discutere, siamo pronti a farlo, ma non sugli aspetti fondanti del nostro piano. Alla base della proposta vi sono studi capillari».  Il clima, almeno alla vigilia - ma il tavolo è convocato per oggi, e stamani potrebbe esserci qualche nuovo pre-vertice fra le associazioni - non sembra foriero di fumate bianche. «Noi - conclude il sindaco - siamo per un accordo. Altrimenti, se ci sarà una rottura, siamo pronti ad andare avanti. La procedura prevede che si fanno partire le lettere, contenenti la nostra proposta, alle 80 aziende dell'escavazione; chi non accetta, si prepari al percorso dell'arbitrato».  E un accordo separato con alcune sigle?  Anche questa è un'ipotesi che si fa strada, di più ne sapremo oggi. M.B.

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