Il dolore
Lite ai seggi tra Quiriconi e Bondielli
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AL SEGGIO. Franco Quiriconi, candidato del Pdl, al momento del votoSfiorata la zuffa al Cinquale tra il candidato del Pdl e quello dei Grillini
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MONTIGNOSO. Zuffa sfiorata nei seggi del Cinquale tra il candidato sindaco del Movimento 5 stelle Augusto Bondielli e quello del centrodestra per Montignoso Franco Quiriconi. Alla fine i due non si sono neppure sfiorati, ma sono volate parole grosse e ad alta voce. Tanto che è dovuto intervenire uno dei carabinieri che faceva servizio d'ordine e alla fine l'aspirante primo cittadino azzurro se ne è andato. Ma cosa è successo? Quiriconi era andato nei due seggi del Cinquale per vedere come andava il voto: ha incrociato Bondielli e i due si sono salutati cordialmente, poi è entrato e si è intrattenuto con i presidenti e gli scrutatori anche perché fuori stava grandinando. Non parlava di politica, ma dispensava battute a destra a manca e riempiva di complimenti una scrutatrice davvero carina. Roba di cinque/dieci minuti. Prima di andare via è andato a stringere la mano all'altro presidente di seggio e lì il candidato dei grillini si è infuriato: «Lei non ci può stare qui Quiriconi, è un candidato e deve uscire dal seggio». Quiriconi, davvero furibondo, a questo punto si è messo a urlare: «Sono contento perché non verrai eletto, sarebbe un male per tutta la nostra comunità se tu venissi eletto». C'è da spiegare che Bondielli era autorizzato a restare nel seggio perché rappresentante di lista, il candidato del centrodestra no. Formalmente nulla di eccepibile, ma è vero che Quiriconi non stava facendo assolutamente campagna elettorale. La sua presenza, poi, è coincisa con il forte temporale. Non c'era nessuno a votare. Ma i grillini sono stati intransigenti anche in un altro seggio, cacciando un candidato del centrosinistra (Raffaello Gianfranceschi) che stazionava per troppo tempo in mezzo alle persone che dovevano esprimere la loro preferenza. Gianfranceschi è andato via senza battibeccare, del resto i partiti della coalizione che appoggia Buffoni erano stati categorici in questi giorni: «Non accettate provocazioni, se vi dicono qualcosa girate i tacchi e andate via». Ma parliamo del voto, che come detto ha visto un'affluenza al di sopra della aspettative (vedi box). E il picco si è registrato soprattutto in serata. È stata una festa, con sfottò reciproci e tanti sorrisi e abbracci. L'abbraccio più simpatico ha visto protagonista ancora Quiriconi (che ha portato a votare la madre di 88 anni). Destinatario dell'affettuosità è stato il giovane Giulio Francesconi: ventiquattro anni e qualche tensione di troppo per il verdetto finale. «Ce la fai, Giulio. Stai tranquillo», gli ha detto l'azzurro. E lui: «Speriamo». Abbraccio. Poi il discorso è scivolato sulla politica, ma in modo scherzoso: «Franco mi sei simpatico, ma se vengo eletto e tocchi Narciso ti faccio vedere io», ha chiosato Francesconi tra le risate. E pensare che qualche mese fa, quando si parlava di primarie, qui non si rideva affatto. Anzi i Democratici si ringhiavano contro a seconda della corrente di appartenenza. Ma è la montignosinità. È il bello di questa gente tanto spigolosa quanto generosa. Un altro esempio è il candidato consigliere dell'Idv Antonio Vannucci, titolare del bar Bonotti. Nel locale ha attaccato il poster di Totò con il megafono che urla vota Antonio (il film è "Gli onorevoli"). E brinda con chiunque entri a fargli gli auguri: «Speriamo ce la faccia», dice la moglie orgogliosa del suo uomo. Giornata frenetica anche per Narciso Buffoni, che tutti danno ormai per sindaco. Ha votato alle 11, poi è tornato a casa per il pranzo e nel pomeriggio ha girato per i nove seggi. «Tutto bene, ho saputo di qualche bisticcio ma tutto si sta svolgendo con regolarità». Non ha votato, perché non residente a Montignoso, Loredana Silicani dell'Udc. Non ha fatto un passo ai seggi, si è dedicata al suo giardino, è andata a trovare il figlio al cimitero («lo faccio tutti i giorni») e poi ha pranzato da amici. Dopo l'acquazzone si è goduta la vista del mare da una sdraio. Giornata più intensa per Marco Coli e per i suoi sostenitori di Montignoso nel cuore. È andato a votare alle 16.50. «La vera partita si gioca nello spoglio delle schede. Noi abbiamo fatto il massimo», ha detto. Ieri è stata l'ultima domenica da sindaco di Federico Binaglia. In mattinata ha fatto un giro nei seggi e ha perorato la causa del partito Democratico. Nessuna nostalgia: sabato ha festeggiato il compleanno della sua bimba, ieri quello di alcuni amici.
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