Sicurezza
«La soluzione? Mettere all'asta le concessioni e recuperare l'arretrato»
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CARRARA. «La scelta del Comune di trattare con gli industriali le tariffe del marmo è già costata alla città almeno 300 milioni di mancate entrate (più del doppio del costo della strada dei marmi). Anche con l'attuale regolamento, infatti, le entrate comunali dovrebbero salire a 36 milioni l'anno, contro i 15 attuali e i 20 chiesti dal Comune»: a sostenerlo è Legambiente in una lettera ufficiale al sindaco e ai consiglieri comunali che si conclude ricordando agli amministratori che si stanno assumendo il rischio di dover risarcire di tasca propria il danno erariale provocato. Secondo Legambiente, per riportare la tariffazione ai principi di legge e alla finalità di apportare benefici ai cittadini, il Comune deve eliminare le illegittime modifiche apportate al regolamento sugli agri marmiferi. Deve perciò eliminare il rinnovo automatico delle concessioni e portarne la durata a 10 anni, mettere all'asta le concessioni, interrompere la trattativa con gli industriali e intentare loro una causa per recuperare i canoni non pagati. «Reintroducendo la piena legittimità e i criteri di libera concorrenza si eliminerebbero le rendite di posizione e le entrate comunali salirebbero a ben oltre i 36 milioni già ottenibili con l'attuale regolamento».
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