Il Tirreno

Fossa Maestra, un'altra settimana di lavori

Luca Menconi
I cumuli di sabbia
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I cumuli di sabbia

Ancora chiusi sei bagni su dodici per poter spianare la sabbia

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 MARINA DI CARRARA. Una brutta giornata, quella di ieri, per gli stabilimenti balneari di Marina di Carrara. Pessime le condizioni atmosferiche: il vento e il freddo hanno consigliato a molti di evitare la spiaggia e ai proprietari degli stabilimenti marini non resta che sperare in un miglioramento immediato del tempo. È, invece, prossima alla conclusione la spianatura della sabbia per contrastare il fenomeno dell'erosione delle spiagge. Un problema che, di anno in anno, si è ripresentato, costringendo a ricorrere a misure di risanamento.  Organizzato a livello regionale e comunale, il recupero delle spiagge quest'anno ha subito un parziale rallentamento.  Un ritardo che ha finito per posticipare l'apertura di alcuni stabilimenti balneari, prevista per il 25 aprile, alla prossima settimana di maggio. A spiegarlo è il presidente dell'Associazione Imprenditori Balneari di Carrara, Marco Pardi, titolare del Bagno Firenze. Su 12 iscritti, i 6 della Fossa Maestra devono ancora iniziare la propria attività e cominceranno la prossima settimana. «Una dilazione nei lavori di sistemazione della spiaggia - aggiunge Pardi - difficile da capire nelle sue motivazioni, anche se non è possibile lamentarsi dell'amministrazione, sempre pronta a rispondere alle esigenze dei proprietari dei Bagni». L'annosa problematica dell'erosione potrebbe trovare quest'anno la definitiva soluzione con l'imponente geotubo sottomarino. Piazzato parallelamente e perpendicolarmente alla costa, mirerebbe ad impedire la libera azione delle correnti, responsabili dell'insabbiamento periodico del porto e del continuo arretramento delle spiagge della Fossa Maestra.  Diverso il problema lamentato, invece, dall'altra Associazione degli Stabilimenti Balneari di Marina di Carrara, presieduta da Sandro Telara, titolare del Bagno Sandro, forte di 30 iscritti. Il punto "critico" di Marina di Carrara viene individuato non nell'erosione, quanto nel tentativo di aumentare il flusso di turisti. «A mancare è una rete infrastrutturale di contorno alla valorizzazione delle spiagge locali, cioè alberghi od ostelli, per invogliare una permanenza della clientela straniera o, comunque, non locale».

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