Trasporti
Politeama, rabbia e orgoglio
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I promotori del dibattito e gli amministratori I cittadini: rivogliamo il teatro, il sindaco: progetto entro giugno
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CARRARA. Alta tensione la scorsa sera al Garibaldi, nell'incontro fra cittadini e amministrazione sul caso Politeama. L'iniziativa, promossa da "La Comune", comitato per il Politeama, ha messo in luce una serie di elementi. Innanzitutto, come ha sottolineato il sindaco nel suo primo intervento, che la città sente moltissimo la ferita di essere stata privata ormai da troppi anni del suo teatro più prestigioso e non è più disposta alle incertezze. Si vuole soprattutto chiarezza, e certezza su tempi e costi. TEMPI E COSTI. La richiesta più pressante dei cittadini è chiarezza, e certezza su tempi e costi: chi pagherà per ridare il suo teatro a Carrara è stata la domanda più ricorrente. Altro dato: l'incredibile susseguirsi negli anni di sottovalutazioni, omissioni, abusi, lungaggini, complicità. Fino agli ultimi ritardi: dal cedimento di una colonna del 2008, al crollo del marzo 2011, quasi tre anni persi. Ora, assicura l'amministrazione, è stato cambiato passo anche perché «Il vaso è colmo», ha tuonato il sindaco. Ma la domanda che rimane in sospeso alla fine di un dibattito appassionato, acceso, è inevitabilmente una: la città riavrà davvero il suo splendido teatro? Sicuramente, i prossimi mesi saranno decisivi per capirlo. STORIA D'AMORE E D'ANARCHIA. La serata si apre con il filmato "Storia d'amore e d'anarchia", a cura di Matteo Procuranti e Piergiorgio De Rito, la brillante cronistoria del Politeama dall'inizio fino al 2006-2007, quando già erano evidenti gli scempi commessi sulla struttura ma ancora non c'erano stati i cedimenti e i crolli. Come ha subito spiegato l'architetto Maria Grazia Contarini, che fa anche parte della commissione mista voluta dal Comune per seguire passo-passo tutte le questioni del Politeama, negli ultimi quattro-cinque anni è successo di tutto, in particolare un «vistoso dissesto statico dovuto a schiacciamento». Ma, ha ricordato, da quel 23 giugno 2008 in cui c'è stato il cedimento della colonna centrale, al marzo scorso, «c'è stato solo un puntellamento provvisorio, e nessun progetto definitivo; per fortuna - ha aggiunto - nel 2009 c'è stato il sequestro cautelativo della procura, altrimenti chissà quali rischi ci sarebbero stati per l'incolumità delle persone, e ricordiamoci che la proprietà voleva il dissequestro del cantiere». ALTRE COLONNE LESIONATE. L'architetto Contarini ha poi lanciato un nuovo allarme: «Altre colonne dell'atrio mostrano segni di cedimento: perché non è stato reso noto? Chiediamo risposte sulle condizioni statiche dello stabile e risposte al problema principale: come fa la città a riavere il suo teatro». ROGITO ATTUONI. L'avvocato Vittorio Briganti, nella sua relazione, ha ripercorso gli aspetti giuridici legati alla proprietà dello stabile e del teatro, partendo dal rogito Attuoni con il quale si diede il via all'operazione nell'Ottocento, e fino al parere del professor Ugo Natoli, luminare del diritto privato, che negli Anni Sessanta fu incaricato dall'amministrazione comunale di fornire un parere su quanto era posssibile fare alla luce della prima grande trasformazione, da teatro in cinema. Già in quegli anni emerse un aumento di cubatura rispetto al previsto (il porticato), in sintesi il professor Natoli suggerì, alla luce della grave inadempienza contrattuale rispetto al vincolo perpetuo del teatro, di sfruttare l'«obbligazione reale» legata al bene immobile, di perseguire una di queste strade. Quindi, o tornare nel possesso del teatro; o un risarcimento danni. Fra l'altro, nel gennaio 1968 il consiglio comunale unanime deliberò la decadenza della concessione per i costruttori, ma l'atto solenne non ebbe seguito. Si andò, come ha poi ricordato il professor Gualtiero Magnani, a una transazione con la proprietà: in sostanza, il Comune ebbe la facoltà di chiedere il teatro per proprie esigenze. ZUBBANI: IL VASO È COLMO. Il sindaco Angelo Zubbani, più volte intervenuto a seguito delle domande dei cittadini, ha fatto il punto. Ha subito constatato quello che si diceva all'inizio, e cioé che in città vi è un clima di ansia e preoccupazione per le sorti del Politeama. «Ho un dubbio e un presentimento - ha premesso - e cioé che se chiediamo il teatro alla proprietà, ce lo ridà domattina. Ma il problema non è riaverlo: è riaverlo funzionante e sicuro, l'obiettivo è dare solidità e staticità a tutto l'edificio. Dovremmo unire le energie: è evidente che nessuno ha brillato per tempestività, e non voglio dire che bisogna mandare tutto in prescrizione. Le responsabilità saranno individuate dai procedimenti giudiziari e politici, visto che anche noi abbiamo messo in piedi una commissione: se emergeranno responsabilità, ciascuno dovrà metterci la faccia, a partire dal sindaco». PROGETTO DEFINITIVO ENTRO GIUGNO. «Per quanto riguarda il passato - ammette il sindaco - sono emerse questioni non edificanti, né per chi ha autorizzato certi lavori, né per chi non ha vigilato. Ora però si è imboccata con forza la strada del controllo quotidiano, le ordinanze, magari all'ultimo giorno utile, vengono rispettate. La puntellatura è garantita, e soprattutto, aspettiamo per metà giugno il progetto definitivo di consolidamento statico e di recupero funzionale del teatro: i professionisti incaricati dalle proprietà sono come noto i professori Bartelletti e Baroni, che dovranno trovare una sintesi, e confrontarsi con gli uffici comunali, il Genio civile e la Sovrintendenza. Parlate dei costi: non devono interessarci, nel senso che noi vogliamo arrivare all'obiettivo costi quel che costi. Vigileremo in continuazione, avvalendoci di due esperti come i professori Paolo Spinelli e Sergio Lagormarsino, che mercoledì prossimo saranno qui e si incontreranno anche con la commissione tecnico-amministrativa». Le puntellature saranno terminate entro un mese, e sulle lesioni ai pilastri «Ci sono state descritte dai tecnici come non pericolose: non c'era voglia di minimizzare e per questo chiediamo maggiore informazione». Monitoraggio: «Il progetto presentato dalla proprietà è stato autorizzato dai nostri tecnici, manca solo l'ok dei superconsulenti». Verifica della copertura: «La proprietà - informa il sindaco - ha incaricato il professor Caramelli; farà una verifica con prelievo di campioni. Tempi previsti, quaranta giorni».
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