Il Tirreno

Ore 15.05: crollano le case di Caina

Cinzia Carpita
Il momento del crollo, il sindaco e la gente dalla visuale di via di Torano
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Il momento del crollo, il sindaco e la gente dalla visuale di via di Torano

Chirurgia esplosiva perfetta. Il presidente dell'Erp: a ottobre la ricostruzione

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 CARRARA. Tre suoni di sirena. Ore 15,05: le case popolari di Caina crollano, con un'operazione di chirurgia esplosiva. Così se ne vanno 56 anni di storia, di quei tre edifici finiti di costruire nel 1955. Generazioni di inquilini ci hanno abitato. E chissà quanti di loro, che ora hanno altre case, si sono mescolati fra la folla, a guardare da lontano (e forse con un groppo alla gola), il prima e il dopo.  Un fragore, e i tre edifici in veloce sequenza (da quello più a nord a quello più a valle con appesi gli striscioni delle ditte Del Debbio, Lunardi movimento terra e Siag esplosivi) si inclinano leggermente verso monte San Giuseppe, e poi si piegano su se stessi implodendo. In tre-quattro secondi è tutto finito, e si alza un enorme polverone bianco, che il vento porta lentamente verso Torano. Non un solo sasso è finito sulla strada sottostante. Tantissima gente ha assistito dalla via del Ponte di Ferro, e altra dalla via di Torano dove si erano radunate anche le autorità: il sindaco Angelo Zubbani, il presidente dell'Erp Luca Panfietti, l'ex presidente Argante Mussi, Martina Nardi presidente del Lode, altri amministratori e consiglieri comunali.  Il pubblico dalla via di Torano, ha applaudito gli "elmetti gialli", «Bravi!» (perché tutto era andato bene) quando la polvere si è diradata e si sono visti gli uomini che hanno guidato il crollo, avventurarsi fra le macerie per controllare che no ci fossero cariche inesplose. Ma ci sono stati anche attimi di silenzio fra la gente, perché quelle case popolari nel cuore di Caina, di colpo sono sparite, portandosi con sè tanti ricordi. Sabato scorso c'era stato il flop dell'operazione, a causa di materiale (detonatori) arrivato sul posto ma non corrispondente all'ordinazione. «Questa volta - ha detto Panfietti - il controllo è stato effettuato, con l'autorizzazione della Questura, direttamtne nel deposito a Ponte Stazzema. Tutto a posto».  

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