Il dolore
«Marmo, stritolati dagli anti-Carrara»
◗
Uno scorcio delle cave Allarme di Cisl e Uil: ormai è vincente l'asse fra Milano, Verona e la Versilia
3 MINUTI DI LETTURA
CARRARA. «Questo Territorio emarginato e periferico deve ritrovare una propria autonomia, coerenza e capacità decisionale: le amministrazioni locali, Provincia in primis e la politica, non possono più permettersi la politica dello struzzo»: parola di Cisl e Uil. È un'analisi severa quella delle segreterie confederali apuane di Cisl e Uil. «In materia di marmo, come avevamo purtroppo denunciato e previsto l'asse trasversale anti Carrara, milanese veronese versiliese, si è rafforzato; le grandi decisioni in materia di promozione sono ormai stabilmente consolidate nella capitale economica padana: la Versilia invece è pronta per il gran colpaccio, di soffiarci cioè la gestione ed i finanziamenti del polo tecnologico. Dalle nostre parti rimarranno, come è ormai consuetudine le macerie. La filiera del marmo - termine ormai inflazionato tanto se ne parla - stenta a decollare: le aziende nostrane non consorziatesi sono, a parte poche lodevoli eccezioni, in difficoltà; rimane solo e sempre più imponente il dato della escavazione e della vendita dei blocchi in India ed in Cina, senza che nessuna politica sia stata fatta per mantenere in loco almeno una parte di produzione. Non è possibile vendere e basta, non è tollerabile non provare ad imporre lavorazioni in loco di un materiale che ci vede monopolisti mondiali per la sua qualità», sostengono i sindacati. Le grandi vertenze del territorio. «La Ica di Pallerone giace silenziosa e vuota in Lunigiana senza alcun apparente interesse, né produttivo né riferito alle aree; il cantiere navale in fase di ripartenza deve consolidarsi con il secondo traghetto». Cisl e Uil rivendicano che «La scelta produttiva che ci ha visto operative e convinte per conquistare la costruzione della prima nave, è stata l'unica scelta, di fatto possibile. Apprendiamo con favore l'impegno che il Ministro Matteoli ha preso, di finanziare anche il secondo traghetto delle Ferrovie dello Stato; non dimentichiamoci però, e diventa fondamentale, acquisire le nuove costruzioni previste nel capitolato di accordo relativo alla cessione degli slot ex Toremar da parte della regione Toscana al gruppo Onorato (Moby). Ci aspettiamo - come promesso - che la regione Toscana mantenga gli impegni presi relativi al suo ingresso nell'assetto societario». Eaton. «Le ultime notizie provenienti da Firenze relativamente alla vertenza Eaton sembrano inizialmente interessanti: già in passato, però, siamo stati oggetto di facili entusiasmi; chiediamo un coinvolgimento del Territorio, a livello di tavolo istituzionale, per definire in modo chiaro e dettagliato chi deve fare cosa, precisando però, a questo punto, senza più tempo da perdere, che le imprese locali interessate - e questo vale anche per le opportunità occupazionali del Nuovo Pignone - escano allo scoperto, escano dal sussurrato e si presentino con proposte industriali concrete. Non è più tempo di fare melina: la priorità è la manodopera locale che deve essere formata ed inserita nei nuovi insediamenti produttivi». La situazione dei rifiuti. «L'obiettivo centrale deve essere quello della costituzione di una unica azienda interprovinciale dei rifiuti: occorre pertanto procedere a grandi passi verso le decisioni conseguenti».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
