Italia
In diretta lo scandalo del Mirteto
Corrado Benzio
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Immagini dei video trasmessi in tv, in alto una vedova chiamata a raccontare quanto le era capitato Mi manda Raitre racconta l'inchiesta sulle cremazioni fantasma
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MASSA. Un po' di tensione, subito stemperata, a fine della trasmissione. Il dietro le quinte di venerdì sera a Mi manda Raitre è stato caratterizzato dalla protesta, gentile ma ferma, dell'avvocato Alessandro Pianini, 37enne carrarese, legale dell'associazione per la tutela della dignità dei defunti. «Chiedevo solo una cosa - spiega a fine trasmissione - che si spiegasse il doppio ruolo del Comune di Massa. E' vero che si è costituito parte civile, ma al tempo stesso è stato chiamato in causa come responsabile del servizio». Come si è visto alla fine della parte di programma dedicato a Mirteto, Pianini ha cercato di prendere la parola, ma il conduttore Edoardo Camurri ha dovuto zittirlo: il tempo era scaduto ed incalzava la pubblicità. Del resto quello che non ha potuto dire Pianini, lo aveva detto molto bene il professor Ruffolo, consulente della trasmissione e autorità in materia di difesa dei consumatori. In pratica - abbiamo sopra l'intervento completo del giurista - il Comune è responsabile in sede civile perchè il contratto non è stato rispettato. Detto davanti a milioni di spettatori non è cosa da poco, un intervento che in parte ha tranquillizato anche il legale carrarino. «Nel corso della trasmissione - spiega - sono rimasto anche colpito, negativamente, dall'atteggiamento dell'assessore del Comune di Massa Gabriella Gabrielli. In realtà, chi ha visto la trasmissione mi ha rassicurato che l'orrore di quanto è successo a Massa è uscito in tutta la sua drammaticità». Questa è la forza delle immagini. Ma anche delle drammatiche testimonianze rese dai parenti in tv. Come quella di Maria Laura Bandelloni, una signora di Querceta che in collegamento con la sede Rai di Genova ha raccontato la sua terribile esperienza. «Io volevo vedere tutto, fino in fondo della cremazione - racconta la donna che è sposata con un agente della Polizia di Massa - avevo promesso a mia madree e non me ne do pace, che avrei assistito alla sua cremazione. Invece mi sono fidata dell'agenzia delle pompe funebri, che fra l'altro è un amico di famiglia. Ma ho continuato a dirgli: quando la cremate, chiamatemi. Aspettavo e poi un giorno mi hanno detto: è tutto fatto. Poi è arrivato l'orrore e da allora non ho più pace: non posso pensare a mia madre, alla sua dignità, trattata come un sacco». Di fronte a questo Niagara di dolore, dignità, senso di una giustizia negata, l'assessore Gabrielli poteva fare ben poco. Ha ribadito che la sua giunta è arrivata dopo, che ha deciso nuove regole per i servizi dei cimiteri, ed altre frasi, purtroppo di circostanza. L'attacco gli è arrivato da Nicola Casale - altra persona che ha avuto i resti del padre dispersi nell'orrore di Mirteto - che ha rimproverato la famosa fiaccolata a favore di Renzo Fialdini, con la partecipazione di personaggi vicini alla giunta. Del resto lo stesso Fialdini era, al momento dell'arresto, nello staff del sindaco Roberto Pucci, appena rieletto in Comune. Ma l'assessore Gabrielli - in collegamento dalla sede Rai di Firenze - ha ricordato che lo stesso primo cittadino aveva portato la solidarietà della città nella controfiaccolata che Casale organizza in quei caldi giorni dell'agosto del 2008. In molti lo ricordano, mentre Marina pullulava di turisti, all'alba del 13 agosto i carabinieri guidati dal dottor Manotti arrestarono 13 persone. E il nuova udienza del processo. ALTRO SERV. A PAG. 11
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