Il Tirreno

Apuafarma, problemi di bilancio

La sede di Apuafarma
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La sede di Apuafarma

Più servizi ma i trasferimenti del Comune rimangono gli stessi

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CARRARA. Problemi di bilancio in casa Apuafarma: li hanno "scoperti" i sindacati conferderali, nel momento in cui hanno provato a intavolare una trattativa per il contratto decentrato di secondo livello. Più o meno, nell'incontro con i dirigenti della società partecipata e l'assessore alle finanze Giuseppina Andreazzoli, si sono sentiti rispondere che ci sono problemi a far quadrare i conti. A quanto emerge, è in corso un contenzioso fra Apuafarma, diventato ormai un colosso, quasi un "Comune 2" - 180 dipendenti, di cui solo 40 nel core business delle farmacie e tutti gli altri in vari servizi legati alla persona, dalle mense al sociale, ai cimiteri, agli anziani - e il "Comune 1". In sostanza, sono stati fissati dei corrispettivi da parte del Comune, sulla base di un contratto di servizio firmato un po' di tempo fa. Nel frattempo, i servizi chiesti sono sono aumentati, ma i trasferimenti dal Comune sono rimasti invariati. Solo per le mense, risultano 350mila euro di differenza tra dare e avere. Idem per i servizi socio-educativi, e per quelli agli anziani. L'impegno è quello di rivedersi, ma certo, con le ristrettezze di bilancio, non sarà facile far quadrare i conti. Il problema principale, messo in luce anche dai sindacati, è questa assurda duplicazione di enti e servizi. Degli anziani si occupano la casa di riposo e Apuafarma; del sociale, il Comune e Apuafarma; delle mense, un po' Comune e un po' Apuafarma. Senza una razionalizzazione, in tempi di vacche magre è dura arrivare alla quadratura del cerchio. M.B.

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