Il Tirreno

Nuovo Pignone, giallo sulle regole

Alessandra Vivoli
L’ingegner Giuseppe Baccioli direttore del Pignone
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L’ingegner Giuseppe Baccioli direttore del Pignone

Assindustria: ad assumere saranno solo le imprese dell'indotto

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CARRARA. I curricula continuano ad arrivare. Ogni giorno, a pacchi, all'Associazione industriali.  Ma è sempre più giallo sulle nuove assunzioni al Pignone. Quelle previste cioè - in sostanza i cento posti di lavoro annunciati nella fase di lancio del maxi progetto - per i moduli in fase di allestimento in viale Zaccagna, ad Avenza, e in parte anche sul terreno preso in affitto da Area Spa. La situazione, con il passare dei giorni, assume contorni complessi. E, ad oggi, soprattutto, non è ancora chiaro cosa succederà di quelle centinaia e centinaia di curricula che stanno arrivando da tutta la provincia.  

Assindustria: il Pignone non farà assunzioni dirette.
A cercare di fare un po' di chiarezza ci prova il direttore di Assindustria, Andrea Balestri. La sua associazione, del resto, è stata incarciata ufficialmente dai veritci del Pignone, come punto di raccolta delle varie proposte lavorative da parte delle aziende del territorio. Quelle destinate a fare da filiera all'insediamento in viale Zaccagan e, pure, allo stabilimento Pignone di Avenza. Ma alla Confindustria apuana stanno convolgiando anche i curricula per i posti di lavoro legati alla grande multinazionale: i profili professionali sono già stati elencati, da saldatori specializzati a saldatori fino a elettricisti e carpentieri.  «Ma il Pignone non farà assunzioni dirette - spiega il direttore di Assindustria - Le maestranze saranno attinte dalle ditte destinate a fare da rete al nuovo polo industriale. E se non ci saranno le profesisonalità richieste potranno essere assunte, dalle piccole e medie imprese locali, direttamente dai curricula». «Insomma è come quando Armani fa una collezione - conclude - Non assume direttamente centinaia di dipedenti, ma si affida a terzi, a una intera filiera che viene impiegata poi per il prodotto finito».  

Il sindaco: gli americani hanno tempi concreti, non chiacchiere.
Il sindaco Zubbani non si sbilancia e non entra direttamente nel capitolo delle assunzioni. Mette, tuttavia, dei punti fermi.  «Il Pignone va avanti con i suoi investimenti e le amministrazioni pubbliche, la nostra soprattutto, stanno facendo la loro parte per rispondere alle esigenze di questa grande azienda».  In sostanza, il territorio il suo lo sta facendo, sotto forma di varianti urbanistiche, rafforzamento del ponte sul Carrione. Ma, soprattutto, facendo «digerire» al territorio un complesso industriale a pochi passi dal mare: con complessi di tubi che, a commessa compiuta - lo hanno annunciato gli stessi vertici di Pignone nella conferenza stampa di Assindustria - avranno l'altezza di una palazzina a tre piani. Con tanto di metanodotto destinato a passare sul viale Zaccagna per rifornire il laboratorio test dell'azienda. 

Insomma, è proprio il caso di dirlo, le amministrazioni (da quelle comunali alla Provincia) ce la stanno mettendo tutta.  «Il Pignone - assicura il sindaco - ci ha sempre dato la disponibilità di ricadute occupazionali sul territorio. Quando la produzione, nei moduli di Avenza, entrerà nel vivo, ci sarà bisogno di manodopera qualificata, che potrebbe essere quella già disponibile nella ex Eaton ma anche in tante aziende alle prese con difficoltà e cassa integrazione. Ma anche giovani a cui verranno fatti percorsi di formazione».  «Bisogna capire - precisa però il sindaco - che gli americani non hanno chiacchiere, ma tempi rigidi per consegnare i loro manufatti. Siamo noi che dobbiamo interfacciarci con questi tempi concreti dell'azienda: altrimenti il Pignone andrà per conto suo».

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