Trasporti
Fivizzano. L’amministrazione dovrà sborsare oltre 70mila euro per i danni subiti dal dipendente
Mobbing, maxi risarcimento a un comunale
Alessandra Vivoli
◗
Il Comune di FivizzanoLa storia: «Ho vissuto dodici anni di inferno, non potevo neppure andare in bagno»
3 MINUTI DI LETTURA
FIVIZZANO. Una storia di mobbing lunga dodici anni. «Un'odissea che ha rischiato davvero di farmi impazzire»: dice la vittima di questa vicenda, l'impiegato di 64anni Giuliano Signanini. Una vicenda che si è conclusa in tribunale: il giudice ha condannato il comune di Fivizzano a un maxi risarcimento di oltre 70mila euro per i danni biologici e psichici subiti dal dipendente. «Dodici anni di angherie, ho rischiato di impazzire. Una storia che parte da lontano. Dal 1999. Quando il dipedente comunale, all'epoca responsabile dell'ufficio tasse e tributi del Comune di Fivizzano, dove - si legge nella sentenza del giudice Augusto Lama «aveva sino ad allora operato con ottimi risultati» - viene trasferito all'unità operativa Servizi demografici, elettorali e Turismo. Un trasloco non indolore.
Anzi: «Con sostanziale riduzione, se non addirittura con totale svuotamento dei suoi incarichi funzionali - sostiene il giudice del lavoro nella sentenza con cui ha condannato al maxi risarcimento il Comune - Attraverso una serie di comportamenti adottati dall'ente nei confronti dell'impiegato, con gravi effetti sulla sua salute pischica». Il consulente del tribunale, di fronte alla perizia redatta dalla dottoressa Lisa Guadagnucci (consulente di parte), ha riconosciuto la presenza di una malattia invalidante pari al 20%. Tutti quei comportamenti da mobbing sono messi nero su bianco nel ricorso presentato dall'impiegato, assistito dall'avvocato carrarese Claudio Lalli. Dodici anni di inferno.
Dall'isolamento dagli altri colleghi, visto che il nuovo ufficio in cui viene trasferito è in un'ala del municipio, «destinata all'accesso al giardino ed al vano caldaia». Alle giornate passate senza alcun incarico: «Mi ritrovavo a fare le parole crociate per non impazzire dall'inedia». Fino ad episodi particolari come quando: «Nel 2001 - si legge nel ricorso - fu costretto pur essendo sprovvisto di patente, all'uso della macchina del comando dei vigili urbani, priva di specchietti retrovisori, per recarsi a una riunione a Massa». Oppure quando fu costretto, nel 2007, a fare a meno del bagno: «Io suo, nel sottoscala era guasto, non poteva usare quello presso i servizi demografici in quanto non gli era consentito di transitare dall'ufficio Pubblica istruzione. Tanto che chiese - si legge nel ricorso - di poter utilizzare il prato antistante il suo ufficio».
La sentenza. Il giudice Augusto Lama ha condannato il Comune di Fivizzano (rappresentato dal 1999 al 2009 dal sindaco Loris Rossetti - ora assessore regionale in quota Pd - e dal 2009 ad oggi dal sindaco Paolo Grassi) a risarcire il suo dipendente, Giuliano Signanini, per il danni fisicopsicologici, esistenziali, biologici, di perdita di opportunità e morali, collegati al demansionamento subito. Un «conto» pesante per il Comune, e indirettamente per i contribuenti, di 70.345mila euro. O meglio sarebbero 43.921mila, a cui però va applicata la rivalutazione monetaria secondo gli indici Istat e gli interessiu legali, a decorrere dal 15 novembre 1999 (data di inizio del comportamento denunciato dal ricorrente). Si arriva, appunto, agli oltre 70mila.
Il commento dell'avvocato Lalli. «Siamo di fronte a un mobbing che, neppure in corso di causa, ha determinato l'amministrazione comunale di Fivizzano a frenare la sua aggressione nei confronti del mio assistito. Anzi, è stata addirittura aumentata» spiega l'avvocato Claudio Lalli. E annuncia: «All'esito della decisione del giudice, perdurando l'atteggiamento persecutorio da parte del Comune, non si esclude una denuncia penale nei confronti dell'amministrazione. Per maltrattamento e lesioni gravi».
Anzi: «Con sostanziale riduzione, se non addirittura con totale svuotamento dei suoi incarichi funzionali - sostiene il giudice del lavoro nella sentenza con cui ha condannato al maxi risarcimento il Comune - Attraverso una serie di comportamenti adottati dall'ente nei confronti dell'impiegato, con gravi effetti sulla sua salute pischica». Il consulente del tribunale, di fronte alla perizia redatta dalla dottoressa Lisa Guadagnucci (consulente di parte), ha riconosciuto la presenza di una malattia invalidante pari al 20%. Tutti quei comportamenti da mobbing sono messi nero su bianco nel ricorso presentato dall'impiegato, assistito dall'avvocato carrarese Claudio Lalli. Dodici anni di inferno.
Dall'isolamento dagli altri colleghi, visto che il nuovo ufficio in cui viene trasferito è in un'ala del municipio, «destinata all'accesso al giardino ed al vano caldaia». Alle giornate passate senza alcun incarico: «Mi ritrovavo a fare le parole crociate per non impazzire dall'inedia». Fino ad episodi particolari come quando: «Nel 2001 - si legge nel ricorso - fu costretto pur essendo sprovvisto di patente, all'uso della macchina del comando dei vigili urbani, priva di specchietti retrovisori, per recarsi a una riunione a Massa». Oppure quando fu costretto, nel 2007, a fare a meno del bagno: «Io suo, nel sottoscala era guasto, non poteva usare quello presso i servizi demografici in quanto non gli era consentito di transitare dall'ufficio Pubblica istruzione. Tanto che chiese - si legge nel ricorso - di poter utilizzare il prato antistante il suo ufficio».
La sentenza. Il giudice Augusto Lama ha condannato il Comune di Fivizzano (rappresentato dal 1999 al 2009 dal sindaco Loris Rossetti - ora assessore regionale in quota Pd - e dal 2009 ad oggi dal sindaco Paolo Grassi) a risarcire il suo dipendente, Giuliano Signanini, per il danni fisicopsicologici, esistenziali, biologici, di perdita di opportunità e morali, collegati al demansionamento subito. Un «conto» pesante per il Comune, e indirettamente per i contribuenti, di 70.345mila euro. O meglio sarebbero 43.921mila, a cui però va applicata la rivalutazione monetaria secondo gli indici Istat e gli interessiu legali, a decorrere dal 15 novembre 1999 (data di inizio del comportamento denunciato dal ricorrente). Si arriva, appunto, agli oltre 70mila.
Il commento dell'avvocato Lalli. «Siamo di fronte a un mobbing che, neppure in corso di causa, ha determinato l'amministrazione comunale di Fivizzano a frenare la sua aggressione nei confronti del mio assistito. Anzi, è stata addirittura aumentata» spiega l'avvocato Claudio Lalli. E annuncia: «All'esito della decisione del giudice, perdurando l'atteggiamento persecutorio da parte del Comune, non si esclude una denuncia penale nei confronti dell'amministrazione. Per maltrattamento e lesioni gravi».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
