Il Tirreno

Si allunga la fila dei danneggiati

Si allunga la fila dei danneggiati

Nuove parti lese davanti al giudice, respinta la richiesta di incidente probatorio

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I pilastri lesionati, l'allarme crolli, il sequestro del palazzo scattato nel 2009: per la vicenda Politeama, ieri davanti al giudice Laghezza, si sono costituite nuove parti civili (cioè lese) nel procedimento a carico di cinque persone indagate, nei confronti delle quali le ipotesi di reato diversamente addebitate, vanno dal disastro colposo alla truffa.

Insomma, aumentano i cittadini che chiedono i danni per la situazione dell'edificio. La richiesta di risarcimento complessiva potrebbe essere di svariati milioni.  Ricordiamo che per quanto riguarda le richieste di rinvio a giudizio, in merito all'accusa di disastro colposo gli imputati sono: Nella Pasquini e Ugo Tolaini per la Caprice, e i dipendenti comunali Claudio Bacicalupi e Cesare Marchetti. Le contestazioni relative all'ipotesi di truffa riguardano (per vendita di appartamenti): Pasquini e Tolaini; e Maria Teresa Tongiani della Politeama srl. 

Bacicalupi è assistito dall'avvocato Paolo Barsotti, Marchetti dall'avvocato Luca Pietrini. Nella Pasquini e Maria Teresa Tongiani sono assistite dagli avvocati Francesco Borasi e Alessio Menconi; Per Ugo Tolaini, gli avvocati Borasi e Vanni Cecchinelli.  Il giudice ha respinto la richiesta di incidente probatorio formalizzata ieri, per la difesa, dai legali Menconi, Borasi e Cecchinelli.  Essendo state ammesse dal giudice, nel procedimento, altre cinque parti lese, è stata fissata un'altra udienza: il 12 luglio, per la discussione con tutte le parti. E' attesa quindi la decisione del giudice se accogliere o meno le richieste di rinvio a giudizio formulate dal pm Dello Iacono nei confronti degli indagati.

L'avvocato Fabio Sommovigo del foro spezzino, patrocina tre parti civili: due erano già state ammesse da tempo, e sono il gestore del teatro, Sergio Bologna, e l'avvocato Barbara Volpi acquirente di un appartamento nel palazzo; e una terza ammessa ieri, Marco Bedini, in qualità di proprietario di un altro appartamento.  Le altre parti lese che si sono aggiunte: la società immobiliare Ibi (Iacopini) che ha due appartamenti nel palazzo, ed è assistita dall'avvocato Andrea Milanta; la Lili Petrus srl (per locali in affitto) con l'avvocato Alberici; il proprietario di uno studio dentistico assistito dall'avvocato Stefano Galeotti; e un altro soggetto.

La posizione del Comune: come già emerso lo scorso marzo (e in ordine ai due dipendenti indagati, in caso di rinvii a giudizio e di eventuale condanna), potrebbe essere chiamato a pagare i danni, per il caso delle lesioni alle colonne, che hanno portato al sequestro di quasi tutto l'immobile da parte della magistratura.

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