Il Tirreno

«Montignoso? Migliore dei vicini»

«Montignoso? Migliore dei vicini»

L'assessore regionale Marson: c'è stata più cura del territorio

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Un convegno sulla tutela dell'ambiente e l'urbanistica. Voluto e organizzato dall'Italia dei valori per sostenere la candidatura a sindaco di Narciso Buffoni e quella, al consiglio comunale, di Antonio Vannucci. A spiegare che un'altra idea di territorio può esistere è Riccardo Canesi, docente di geografia. Ospite d'onore è Anna Marson, assessore regionale all'urbanistica. Sono parecchi, però, i "convitati di pietra": dal porto turistico (l'Idv teme la colata di cemento) al piano strutturale di Massa "stoppato" da Firenze. Senza dimenticare la variante al regolamento urbanistico che (mai approvata) ha spaccato il Pd a Montignoso.

Quei temi, caldi, rimangono sullo sfondo. Anche se l'assessore, rispondendo alle domande dei giornalisti, un concetto lo ribadisce a chiare lettere: partecipazione, coinvolgimento - dal basso - nel governo del territorio. E questa necessità di esserci la esemplifica: «I cittadini partecipino alle scelte, siano presenti ai consigli comunali, tirino la giacchetta ai politici». Una cosa però la riconosce - e non è un dettaglio -: «Arrivando a Montignoso si nota, rispetto alle zone limitrofe, una maggior cura del territorio». E anche se l'assessore precisa:«Non ho fatto nomi», è chiaro il riferimento ai cugini massesi e carraresi. Del resto - è il leit motive di tutto il convegno - la pianificazione è qualcosa di sovracomunale.

Lo ribadisce anche il candidato a sindacao Narciso Buffoni: «Le scelte che prenderemo non potranno essere scisse da quelle di Massa, di Carrara e della Versilia». E non a caso l'assessore Marson ricorda che la Regione sta discutendo sulla possibilità di modificare la legge sulla pianificazione introducendo i piani strutturali sovracomunali. Ma il tema che scalda di più gli animi è quello del recupero dell'esistente: a Montignoso - e Buffoni lo ha scritto anche nel suo programma elettorale - prima di costruire si dovrà valorizzare quello che già c'è. Ma è un cittadino - a fine incontro - a spiegare che il problema non sta proprio in questi termini: «Troppe case al mare, qualcuno ne ha due o tre, e ai nostri figli mancano». Perché in quel di Montignoso si è costruito, ma «per alimentare il mercato immobiliare e non per rispondere alle esigenze della collettività».

C'è poi un altro terreno, il più difficile forse, quello dei tempi: dare strumenti urbanistici senza attendere le calende greche. «La Regiona fa il possibile - assicura la Marson - intervenendo sui tempi tecnici», il resto lo fa la politica. Ma agire con lentezza - e Buffoni lo sottolinea - significa lasciare spazio all'abuso edilizio. Lo scandalo delle false residenze alberghiere insegna. E proprio quelle rta inutilizzate rappresentano la vera sfida: «vanno riattivate in qualche modo». E la proposta la fa il cittadino preopccupato per il futuro: «case per i nostri figli». C.S.

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