Sicurezza
IN TRIBUNALE
Inseguito con la pistola dal padre dell'amico
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Il giudice Cosimo Maria Ferri 1 MINUTI DI LETTURA
CARRARA. In un primo momento aveva raccontato, e denunciato alle forze dell'ordiune, di essere stato minacciato con la pistola, e poi picchiato, dal padre di un coetaneo. In tribunale ha dichiarato di aver solo visto la pistola, con cui stava «giocherellando» l'uomo. Ma che non gli è stata puntata addosso. E la lite, ha detto lui, era avvenuta per «una storia di droga». Il padre del coetaneo, finito sott'accusa, ha invece dichiarato di aver picchiato sì il giovane (poi l'ha pure risarcito a seguito di un processo davanti al giudice di pace) ma di non aver mai avuto una pistola. E ha anche detto che la lite era avvenuta per futili motivi: una birra che suo figlio avrebbe rovesciato sulle scare dell'amicoalla Septemberfest. Ieri in triubunale è stata rimessa la querela, e il reato derubricato da minaccia aggravata a minaccia semplcie. Il giudice Ferri ha quindi dichiarato di non doversi procedere.
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