Sicurezza
Indagini sul 16enne della Spezia
morto a Lerici in casa di unamica
morto a Lerici in casa di unamica
Caccia aperta a un contenitore di metadone
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SARZANA. Per tutta la giornata di mercoledì i carabinieri sarzanesi, comandati dal capitano Alessandro Coassin, hanno cercato una bottiglia contenente metadone che Simone Benedetti, il ragazzo di 16 anni stroncato martedì da un infarto a Pugliola di Lerici, avrebbe acquistato da due pusher. Pusher di 18 anni interrogati dai militari che hanno negato di aver ceduto la sostanza, ma che comunque sono stati denunciati proprio per il reato di spaccio di droga. Del flacone, però, nessuna traccia. I carabinieri hanno rovistato tra i cassonetti dei rifiuti nella zona in cui il ragazzo avrebbe consumato la sostanza, ma i contenitori erano stati svuotati, allora hanno controllato a Saliceti la sede dell'impianto di trattamento rifiuti Acam, ma la spazzatura era già stata trattata. Simone viveva a San Venerio, quartiere periferico della Spezia e da chi lo conosceva viene descritto come un ragazzo indipendente che, nonostante la giovane età, passava spesso la notte fuori casa. Negli ultimi anni Simone aveva cambiato modo di vivere, avvicinandosi allo stile gabber. Nuovi amici, nuovo taglio di capelli, rave party e musica techno hardcore. Ieri, frattanto, presso l'obitorio dell'ospedale della Spezia è stata effettuata l'autopsia sul corpo di Simone Benedetti. R.L.
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