Gioco
Coltellata al coinquilino Condannato a cinque anni pensionato di Castagnara
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Unaula di tribunale (foto darchivio) Aveva colpito l'amico rumeno per motivi economici La lama aveva sfiorato la giugulare: tentato omicidio
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MASSA. È stato condannato a cinque anni per tentato omicidio Nicola Costa, il pensionato del villaggio Castagnara che aveva colpito con una coltellata alla gola Sebastian Sandu, un rumeno che viveva con lui in una casa dell'Erp per dividersi le spese. Il legale dell'uomo, l'avvocato Eugenia Laura Baudinelli, attende di conoscere le motivazioni della sentenza (emessa dal collegio Failla, Ferri e Aracri) e poi valuterà se è il caso di presentare appello. La chiave del ricorso sarà comunque la derubricazione del reato da tentato omicidio a lesioni. Passasse questa tesi la pena sarebbe decisamente più lieve. Il tribunale ha anche disposto un risarcimenti di trentamila euro per Sandu, che si era costituito parte civile. A tutelare gli interessi del rumeno è l'avvocato Walter Mattarocci, che dopo la lettura della sentenza si è detto soddisfatto: «Era quello che ci aspettavamo». Il collegio ha colto le richieste del pubblico ministero Alessandra Conforti, a cui si era accodato Mattarocci. La difesa, invece, aveva chiesto l'assoluzione. Prima di arrivare alla sentenza, che c'è stata nel pomeriggio, è stata sentita il medico del pronto soccorso di Massa, Stefania Catarsi, che aveva prestato le prime cure a Sandu. Il dottore ha semplicemente confermato quanto scritto nei referti: «Era arrivato in codice rosso e poi lo abbaimo stabilizzato e trasferito a Carrara per fare una Tac e per ricoverarlo nel reparto di chirurgia vascolare». Catarsi ha specificato che quando è stato portato nel secondo ospedale il paziente era stato stabilizzato e le sue condizioni non erano più così preoccupanti: «Persisteva una certa gravità, ma il codice da rosso era divevtato giallo». Questa testimonianza in pratica ha confermatro quanto detto nella scorsa udienza da un altro dottore. E precisamente il chirurgo vascolare dell'ospedale di Carrara che aveva avuto in cura il rumeno dopo il ferimento. Il medico aveva detto ai giudici che il taglio era profondo tre centimertie e che Sandu non è mai stato veramente in pericolo di vita. «Anche se è stato un vero miracolo che non sia morto». Infatti sarebbero bastati pochi centimentri per recidere la giugulare. Costa si è sempre difeso dicendo di aver preso il coltello per bloccare il coinquilino che lo aveva afferrato per il collo e lo stava strangolando. «Ho afferrato la prima cosa che ho trovato e poi mi sono voltato di scatto, colpendolo alla gola». Sandu invece ha raccontato una versione opposta dei fatti ed è stata la sua quella che ha avuto i riscontri cercati: in pratica l'uomo è stato aggredito quasi alle spalle con un coltello di vistose dimensioni. Un colpo secco. Il pm Conforti durante il procedimento ha dimostrato che la coltellata poteva essere mortale perché è stata sferrata in un punto davvero delicato (la gola). Nicola e Sebastian avevano litigato per motivi di denaro. In pratica uno (l'italiano) contestava all'altro (il rumeno) di non contribuire quanto dovuto alle spese dell'alloggio che dividevano (Costa aveva accolto Sandu proprio per dividere le spese). Sfuriata oggi, sfuriata domani i rapporti si sono talmente incancreniti che una sera è spuntato un coltello. E, come ha detto il chirurgo, è stato un miracolo se non c'è scappato il morto.
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