Toscana
Sequestro ErreErre, quei conti sospetti che mettono nei guai i vertici di Delca
◗
IL PM. Federico Manotti indaga sui conti di ErreErre 1 MINUTI DI LETTURA
MASSA. Dopo il sequestro dell'impianto di bricchettaggio ErreErre da parte dei carabinieri del Noe è iniziata la parte più delicata dell'inchiesta, quella che dovranno sviluppare i sotituti procuratori Rossella Soffio e Federico Manotti. La società, controllata al 51% da Cermec e al 49% da Delca, verrà passata ai raggi x. Come detto sotto la lente degli inquirenti c'è la parte privata del sodalizio, quella che fa riferimento al suo amministratore unico Domenico Del Carlo, imprenditore pisano. Lui e l'ex presidente Luciano Bertoneri saranno chiamati a chiarire alcuni aspetti che non tornano sulle fatture che hanno portato al finanziamento della Regione Toscana (per conto della Ue) per la realizzazione dello stabilimento. Come detto l'accusa che viene mossa ai due è di truffa aggravata. In pratica secondo la procura sono stati presentati conti gonfiati per ottenere più soldi di quelli necessari per realizzare l'impianto. A collaborare con gli inquirenti nella prima fase dell'indagine, quella che poi ha portato ai sigilli davanti ai cancelli di via Dorsale, è stata la nuova dirigenza Cermec. Nella visita in procura sono stati mostrati ai pm tutti i conti che facevano nascere più di un sospetto.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
