Il dolore
Propositi: governo 5 anni e basta
C.C.
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Il Teatro della Rosa di PontremoliChi vuole andare con Parma, chi non voleva scissioni
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PONTREMOLI. Una prova generale tutti e quattro assieme, per tastare il polso alla popolazione, è stata quella dei candidati a sindaco, ieri pomeriggio al teatro della Rosa. Un test, prima del secondo round serale: quello sul tema scottante della sanità e del punto nascite chiuso da febbraio. La gente comincia ad affluire poco prima delle 18 nelle stanze a dua passi dal ponte. Ma il resto della città non c'è. Primo round: i quattro si presentano. Lucia Baracchini (lista Cara Puntremal): «Non vengo dalla politica - ed è emozionata - ma provo un senso di forte appartenenza a Pontremoli. La mia squadra si è ricompattata, con la volontà di costruire». Parole d'ordine: impegno e buona volontà. Roberto Ribolla (lista Amo Pontremoli): «Mi dispiace non essere riuscito a coinvolgere tutti gli amici che non ce l'hanno fatta a liberarsi del passato, dei contrasti». «Io sono del Pd, ex giovane socialista. Ho recuperato nella lista le energie migliori della precedente amministrazione». Parla del manifesto elettorale e dei 7 milioni di euro per Pontremoli «che spero di poter spendere per il territorio nel primo anno e mezzo di amministrazione». Enrico Petriccioli (lista Cittadini per Pontremoli): «E' il momento di disegnare un cambiamento. La mia lista, senza apparentamenti politici, ha l'ambizione di andare oltre la destra e la sinistra locali. Solo buonsenso e idee. Se vengo eletto, governo 5 anni e poi non mi ricandido più. Vice sindaco sarà una donna, ci sarà un assessore esterno, e due assessaori saranno i consiglieri che avranno avuto più consensi». Dice che a Pontremoli c'è decadimento, e che serve una ricetta per rendere la città attraente facendo partecipare la gente alle scelte. Green economy, turismo, cultura, sviluppo. Chiude con una frase di Tony Blair: "Fare politica è dare una chance all'impossibile". Martino Squeri (lista Agire insieme-Lega Pontremoli):«Daremo voce a chi non ce l'ha. La nostra lista nasce da un mancata identità territoriale. Borgotaro ha salvato il punto nascite, qui è stato chiuso. Diremo no alla provincia di Massa, ce ne andremo verso Parma». Si rivolge ai cittadini che lo ascoltano nel teatro della Rosa: «Vi porteremo fuori da Massa. Votateci».
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