Il Tirreno

La Comune al Garibaldi

Politeama, confronto con il sindaco

C.C.

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 CARRARA. «Chiediamo al Comune impegni formali, seri e riscontrabili sul futuro del teatro Politeama; il sindaco Zubbani nel suo programma politico aveva inserito la riapertura del Politeama, ma non vogliamo ora sentire parole da campagna elettorale». La Comune, formata da cittadini fra cui anche il gruppo anarchico, ha organizzato per venerdì prossimo alle ore 21 al cinema Garibaldi, un dibattito pubblico sui «crolli che hanno riguardato il fabbricato di cui fa parte il Politeama Verdi» e sul futuro del teatro la cui situazione attuale di inagibilità viene attribuita dalla Comune «a decenni di speculazioni edilizie» e a «disinteresse di varie amministrazioni comunali». Al dibattito sono stati invitati il sindaco Angelo Zubbani «che ha garantito al sua presenza» e i soci della Caprice proprietaria del teatro e di buona parte del palazzo che è stato vittima di gravi crolli.  Alle 21 verrà proiettato un documentario che ripercorre la storia del teatro cittadino.  Seguirà il dibattito.  «Riteniamo che sia di fondamentale importanza - dice La Comune - per una cittadinanza che voglia dirsi informata, civile e quindi attiva nella vita della comunità, partecipare all'incontro, affermare la volontà di veder tutelati i proprio diritti».  «Chi pagherà la puntellatura? I costi non devono ricadere sulla collettività»: La Comune, sostiene di avere raccolto una bella mole di documentazioni, riferite e più anni, che domostrerebbero i problemi che nel tempo hanno portato al dissesto attuale del teatro. «Intendiamo capire quale sarà il suo futuro». Nessun pregiudizio su gestioni private, ma viene chiesto che il Politeama (il teatro è chiuso dal 2006) venga restituito all'uso pubblico, secondo quanto stabilito nel Rogito Attuoni del 1890.  L'incontro che la Comune ha organizzato, non ha solo l'obiettivo di conoscere dal sindaco (e dalla Caprice se parteciperà) la situazione, come stanno lavorando le commissioni istituite, ma anche di stimolare nella città «una presa di coscienza», attraverso un invito «a vigilare» sullo storico teatro. «Ci preme la trasparenza sulle operazioni che vengono fatte nel palazzo».

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