Il Tirreno

Più spazio per la Sanlorenzo

Due immagini dei cantieri Sanlorenzo
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Due immagini dei cantieri Sanlorenzo

Ma il sindacato chiede garanzie sulla qualità dell'occupazione

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AMEGLIA. Ok per la variante approvata da parte del comune di Ameglia al progetto della nuova zona Artigianale D 2 (area di Camisano), che va a sbloccare una situazione immobile e a creare opportunità di lavoro, ma attenzione affinché sia davvero lavoro stabile e qualificato. La Cgil ha tenuto ieri mattina un incontro (erano presenti Luca Comiti, segretario della Camera del Lavoro di Sarzana, Roberto Canale segretario provinciale Fillea Cgil, Marco Guidarini, segretario Filctem Cgil e Omero Maranca della Fiom Cgil) per sottolineare tutto questo: soddisfazione per lo sblocco di un'area che significa opportunità soprattutto per l' artigianato e direzionale e di conseguenza nuovi posti di lavoro, ma preoccupazione per alcune situazioni legate ad aziende importanti del luogo.  «L'approvazione di questa variante - ha spiegato Luca Comiti - permetterà di sbloccare una situazione ormai ferma da troppo tempo consentendo di realizzare capannoni, strutture commerciali e direzionali creando di conseguenza nuove opportunità di lavoro per alcune società molte delle quali operanti sul nostro territorio tra cui i cantieri San Lorenzo che dovrebbe trasferire qui le lavorazioni dei manufatti in vetroresina ora realizzati nella provincia di Massa-Carrara».  «Come organizzazione sindacale - ha continuato - prendiamo atto di questo primo passo volto a realizzare un nuovo sito produttivo che nel tempo potrà creare nuova occupazione in una realtà come quella della Val di magra ormai relegata ad un'unica forma di sviluppo ossia quella commerciale. Tuttavia, affinchè si realizzi un effettivo beneficio occupazionale per il territorio in termini quantitativi e qualitativi, occorre che sull'area D2 sia mantenuto un monitoraggio che verifichi costantemente le condizioni di lavoro ivi applicate. Se non si verificasse un incremento di occupazione stabile e qualificata, verrebbe quantomeno compromesso l'interesse della comunità locale e del territorio a destinare un'area particolarmente pregiata all'espansione di alcune attività produttive».  E l'attenzione maggiore secondo la Cgil deve essere rivolto all'azienda più grande e significativa destinata ad espandersi nell'area D2, il cantiere Sanlorenzo: il sindacato Cgil ravvisa un modello di sviluppo che evidenzia parecchi aspetti negativi. «A fronte di 112 lavoratori diretti di cui 25 operai, 60 impiegati e 27 intermedi troviamo circa 400 lavoratori di ditte minori dell'indotto, per una presenza media giornaliera stimata intorno alle 300 unità, in appalto e sub appalto, che danno luogo a un diffuso fenomeno di dumping contrattuale - sostengono i sindacalisti -. E' in corso una frenetica rotazione tra le ditte presenti all'interno del cantiere: dai dati disponibili risulta che circa 2/3 delle ditte impiegate negli ultimi 3 anni non sono più presenti in cantiere (32 su 46 dal maggio 2008 a oggi), appartenenti ai settori del legno, della metalmeccanica, della gomma-plastica. All'interno di questo scenario instabile, l'avvicendamento e le situazioni di precarietà dei lavoratori sono oltre modo diffuse».  La Cgil vigilerà attentamente affinché i protocolli d'intenti, gli impegni e i relativi piani occupazionali che saranno presentati dalle aziende che si andranno ad insediare o già operano in questo contesto produttivo, siano effettivamente realizzabili e realizzati, e che realmente creino e garantiscano lavoro stabile e di qualità, «al fine di evitare quello che in passato è già avvenuto, dove il territorio ha messo a disposizione aree pregiate ricavandone in cambio altisonanti promesse e limitati benefici sia in termini occupazionali che di sviluppo economico».  Ultima richiesta avanzata (all'amministrazione comunale): che sia garante nei confronti dell'azienda San Lorenzo e di tutte le altre che si insedieranno nell'area D2, della realizzazione degli impegni che si andranno ad assumere.

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