La manifestazione
Maxicolpo nella villa di Claudio Lalli
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La villa dellavvocato, Claudio Lalli e una pattuglia dei carabinieri Due ladri in azione anche se la famiglia dell'avvocato era presente
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CARRARA. Maxicolpo nella villa di via Pascoli dell'avvocato Claudio Lalli. Un furto per molti versi sconvolgente, perché messo a segno da due malviventi mentre all'interno della casa era presente la famiglia. Con estrema freddezza, i ladri si sono mossi con cautela, riuscendo a non svegliare nessuno. Al mattino, la pessima sorpresa: tutti i cassetti erano aperti, ed erano stati rubati sia molti contanti, ritirati proprio in giornata per alcuni pagamenti (si parla di almeno 25mila euro) sia altri oggetti preziosi per un valore complessivo di almeno 70-80mila euro, probabilmente di più. È su due oggetti di valore anche e soprattutto affettivo che si concentra il rammarico e il dolore dell'avvocato Lalli, e per questi - pubblicamente - il legale si dice pronto ad una lauta ricompensa nei confronti di chiunque sarà in grado di farglieli recuperare. Si tratta del suo telefono cellulare personale, un Serenè della Bang Oluffsen (per la verità, ne hanno rubati altri tre), e l'orologio Daytona Rolex oro, a cui tiene moltissimo per motivi affettivi. L'avvocato Lalli con la moglie e i familiari era stato a passare la serata a Milano, ospite dell'organizzazione al Gran Prix della pubblicità, presentato da Chiambretti. Una serata in cui sono stati premiati fra gli altri Chicco Mentana, Paola Cortellesi, Samuel Eto'o e molti altri. Al risveglio, l'amara sorpresa. Nella villa sono installate ben sedici telecamere, e così, da ieri mattina alle sette, tutte le immagini sono passate al setaccio insieme alle forze dell'ordine. Dalla prima ricostruzione, si capisce che i due malviventi, alti e magri probabilmente stranieri, sono arrivati alla villa intorno alle tre. Nel giardino, quando hanno visto le telecamere, si sono coperti il viso con della stoffa. Hanno iniziato a girare; da notare che era presente in casa una figlia dell'avvocato, che non era andata a Milano. Ovviamente, a quell'ora dormiva e non si è accorta di nulla. Intorno alle 3,30 è arrivato Lalli con gli altri familiari. I due malviventi si sono nascosti nel giardino sul retro, hanno aspettato una mezz'ora che tutti si addormentassero, e hanno iniziato la razzìa. Soprattutto a piano terra, quello in cui non vi sono camere. Con delle torce, con passi felpati, hanno agito indisturbati. Alle cinque se ne sono andati, portandosi via anche l'auto Cayenne dell'avvocato, già ritrovato a fine mattinata a Sarzana. Non hanno preso le carte di credito, né quadri o altri oggetti ingombranti; borse da donna di valore, però, sì. «Provo una grande rabbia - si sfoga l'avvocato carrarese - è davvero grave vedersi violata la propria intimità, la propria abitazione. Forse, è andata quasi bene che non li ho sentiti, perché non so come avrei potuto reagire. Insieme alla rabbia, ora, c'è anche una grande voglia di capire chi è stato. Le immagini delle telecamere sono abbastanza buone, anche se i due hanno il volto celato». L'avvocato fornisce anche un numero di telefono per chi avesse notizie utili a far recuperare la refurtiva a cui tiene: 339-2783262. Le indagini sono condotte dai carabinieri di Fossola.
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