Il Tirreno

Baracchini: pasti scolastici a chilometro zero. Ribolla: più strutture ricettive

La riscoperta delle risorse locali

Cinzia Carpita
La riscoperta delle risorse locali

Squeri: più soldi da chi sfrutta l'acqua. Petriccioli: recupero edilizio

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 PONTREMOLI. Faccia a faccia tra i quattro candidati alla poltrona di sindaco a Pontremoli. Composti, pacati. Arrivano alle 6 del pomeriggio per farsi ascoltare dai cittadini (una quarantina) che hanno riempito le stanze del teatro della Rosa. Focalizzano alcuni temi dei singoli programmi elettorali, mentre nella città i collaboatori più stretti sono a caccia di voti per le rispettive liste: rigorosamente definite civiche ma comunque politicamente riconducibili due al centrosinistra - quelle a sostegno di Roberto Ribolla e di Enrico Petriccioli - e due vicine al centro destra - quelle di Lucia Baracchini e di Martino Squeri.  Lucia Baracchini: mense scolastiche a chilometro zero. Parte la Baracchini, incalzata su domande relative ai servizi pubblici per la città e sceglie - da dirigente scolastico quale è - di puntualizzare il tema delle mense scolastiche. Dice no alle forniture di pasti dall'esterno, meglio per gli alunni «i cibi della tradizione alimentare locale, magari con prodotti a chilometro zero. Che aiutano anche l'indotto del territorio».  Roberto Ribolla: far crescere la ricettività. Gli piace l'idea del recupero dell'agricoltura, ma deve essere «di integrazione, allacciabile al richiamo turistico. Va invertita la tendenza allo spopolamento e l'unico settore che ancora cresce è quello della ricettività: alberghi, agriturismi». Parla di progetti per ristrutturare i castelli, e accenna alla questione del Golf Hotel: «O si riapre o si cerchi un'altra soluzione».  Enrico Patriccioli: un'idea di rilancio per ogni parte della città. Lui, sulla carta, ha diviso Pontremoli in quadranti e all'interno di ciascuno ha messo un'idea di sviluppo. Centro storico, Valle del Verde (dove ipotizza un ecomuseo), zona sud (un parcheggio), Val d'Antena. No al cemento, anzi, «Poco nuovo cemento e quel poco sia di qualità. Ma soprattutto recupero del patrimonio edilizio». Questa la sua filosofia di piano regolatore. «E chi ha la seconda o terza casa, va messo nelle condizioni di poterla affittare».  Martino Squeri: la ditta che preleva acqua ci dia più soldi. E' il candidato che vuole Pontremoli agganciata a Parma e sganciata da Massa Carrara. "Stuzzicato" da domande sul bene acqua, non ci mette due secondi a dire che la società che sfrutta la risorsa locale «ci dà poche lire (forse voleva dire euro ndc) e pochi posti di lavoro» dovrebbe controbilanciare, cioè sborsare al Comune «il corrispettivo del depauperamento del territorio. L'acqua è la nostra, ma è stata svenduta. Vanno poste delle condizioni alla ditta». Analogo ragionamento lo applica anche all'Autocisa E poi parla pure della risorsa legname.  Le elezioni amministrative si avvicinano: domenica e lunedì urne aperte per i cittadini di Pontremoli. Una Pontremoli che va al voto anticipato, dopo l'annullamento della giunta. E ci va con 4 centometristi: un candidato targato Pd; uno ex Pd; uno nella cui lista c'è la parola "Lega" ma non il simbolo della Lega Nord; e una candidata che si dichiara politicamente indipendente, ma con una lista dietro la quale - si dice - ci sarebbe la regia di Jacopo Ferri.  

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