Il dolore
Una gestione fallimentare
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ERREERRE Limpianto realizzato per produrre combustibile da rifiuti (bricchette) non è mai entrato in funzione a pieno regime Costi alle stelle, affidamenti senza gara e debiti di 50 milioni E l'Api attacca il Pd «responsabile di queste scelte disastrose»
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MASSA. Un'azienda - Cermec - sull'orlo del fallimento. Un'altra, ErreErre, nata dalla costola della prima, costata 23-24 milioni di euro (la previsione era 15-16) e mai entrata in funzione a pieno regime. È il fallimento della politica dei rifiuti della provincia di Massa Carrara. Un fallimento che chiama in causa la classe dirigente dell'intero territorio. Incapace, in primis, di razionalizzare un sistema che, in una provincia di 200mila abitanti, ha 4-5 soggetti diversi (Asmia, Asmiu, Cermec, ErreErre, più singoli Comuni) che si occupano di rifiuti. L'emergenza di questi giorni e il sequestro di ErreErre sono la conseguenza di scelte rivelatesi disastrose. Una per tutte: l'affidamento senza gara alla società Delca dell'appalto per la realizzazione dell'impianto ErreErre in partnership con lo stesso Cermec. Una scelta che l'allora presidente di Cermec Roberto Vaira motivò dicendo che "Delca possiede brevetti, conoscenze tecniche e di mercato". Erre Erre doveva produrre Cdr, combustibile derivato dai rifiuti e permettere, così, di chiudere il ciclo, riducendo i costi e il conferimento in discarica. Ma l'impianto ha prima avuto problemi di collaudo, poi è stato travolto dalla crisi economico-finanziaria dei suoi soci: Cermec e Delca. E ora è finito sotto sequestro. Di chi le responsabilità? Per Alleanza per l'Italia di Carrara è chiaro: la "colpa" è del Pd. Il consiglio di amministrazione di Cermec, era espressione del Pd che governa a Carrara e in Provincia, lo stesso gruppo dirigente sconfitto a Massa da Pucci. Ebbene, secondo l'Api, «quando il sindaco Roberto Pucci, azionista al 47%, si è insediato, ha avviato una verifica sulla gestione che già nel 2008 aveva evidenziato molti punti oscuri. Ma la sua richiesta di rimuovere il vecchio staff gestionale (presidente Roberto Vaira, direttore Luciano Bertoneri) è rimasto inaacoltato sia dalla Provincia (azionista al 5%), sia dal Comune di Carrara (azionista al 48%), tant'è che il Cda è rimasto fino alla scadenza naturale». Ed è a quel consiglio di amministrazione, sempre secondo Api, che si deve attribuire la responabilità principale (non esclusiva) dei 50 milioni di debiti (30 Cermec e 20 ErreErre), delle ingiunzioni di pagamento difficilmente solvibili, della messa all'asta di macchinari costati più di un milione di euro a soli 350mila euro. «ErreErre - attacca ancora l'Api - non è mai entrata in funzione ma ha prodotto danni economici notevoli con la compiacenza del Pd provinciale che, per tutta risposta, dà un segnale politico inequivocabile, quello di voler affondare Cermec e ErreErre. Non si spiega altrimenti la scelta di non far lavorare a pieno regime Cermec negando autorizzazioni e manifestando la volontà della Provincia, targata Pd, di svendere le proprie azioni. Proprio la Provincia che dovrebbe sostenere la gestione integrata dei rifiuti». E cosa fa il Pd provinciale di fronte a questa situazione? «Tace. Anzi no: ora che la frittata è fatta parla in modo ipocrita, come se fosse del tutto estraneo a questi eventi, mentre in realtà ne è, politicamente, il principale indiziato». C.F.
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