Il Tirreno

Sequestrato l'impianto ErreErre

L'ipotesi è di truffa aggravata ai danni della Regione e della Ue

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 MASSA. Sequestrato l'impianto di brichettaggio della ErreErre, società costituita da Cermec (51%) e Delca (49%). I sigilli, su ordine della procura, sono stati messi dai carabinieri del Noe ieri mattina. L'ipotesi di reato contestata è quella di truffa aggravata e riguarda i finanziamenti ottenuti dalla Regione Toscana (tramite Ue) per realizzare lo stabilimento. Secondo gli inquirenti - l'inchiesta è in mano dei sostituti procuratori Federico Manotti e Rossella Soffio - le fatture sono state gonfiate ad arte per ottenere più del necessario.  Quando all'ErreErre hanno visto i carabinieri del Noe (Nucleo Tutela dell'ambiente) non si sono sorpresi più di tanto. Anche perché la visita era ampiamente preventivata, soprattutto dopo che il presidente del Cermec (la parte pubblica) Ugo Bosetti era andato in procura a parlare della situazione del sodalizio con Delca srl. Bosetti preferisce non commentare: «C'è evidentemente un'inchiesta in corso - spiega -. Io ho la massima fiducia nella magistratura, ma di più non posso dire perché a me hanno notificato soltanto l'ordinanza di sequestro». Nella notifica però si parla di un'ipotesi di reato: truffa aggravata. Gli inquirenti sono orientati a puntare le loro attenzioni sulla parte privata della ErreErre, la Delca, e il suo amministratore unico Domenico Del Carlo, imprenditore pisano. Le bocche sono più che cucite, ma non è difficile capire che è stata la visita dei dirigenti del Cermec ad aprire questo filone.  Ad agevolare i sigilli allo stabilimento il fatto che l'impianto fosse fermo da un pezzo. Anzi che di fatto - se non alcune prove tecniche - non è mai partito. Secondo gli inquirenti - ma come detto Soffio e Manotti si sono trincerati dietro un no comment - per la realizzazione dell'impianto di bricchettaggio, costato complessivamente poco più che 20 milioni, sono stati presentati dei conti che non quadrano. Sono alcune fatture, che sono state messe a disposizione dei magistrati, a essere più che sospette. La spesa certificata è troppo alta per non lasciare perplessi. E così è stato deciso di mettere i sigilli allo stabilimento per capire se c'è qualcosa di strano oppure se è tutto regolare.  I carabinieri del Noe sono arrivati di buon'ora davanti ai cancelli di via Dorsale. Erano più o meno le 9 del mattino quando i militari della Tutela dell'ambiente hanno chiesto di poter parlare con il responsabile. Ed è arrivato Bosetti, che si è visto consegnare l'ordinanza che disponeva il sequestro. Poi il presidente del Cermec e l'ufficiale del Noe sono entrati nello stabilimento e hanno cominciato a circoscrivere tutto quello che da qui alle prossime settimane sarà a disposizione dei sostituti procuratori Manotti e Soffio.  Le voci dell'esistenza di fatture di lavori mai eseguiti a dire il vero circolavano da tempo. Va dato atto che Delca alla fine del 2010 aveva detto che si trattava di «tesi di parte non verificate e non verificabili». La procura però ha fatto un passo avanti ipotizzando l'accusa di truffa aggravata. La costruzione dell'impianto è iniziata nel 2008 con un finanziamento comunitario di 16 milioni di euro, poi saliti a opera compiuta a 23 milioni. La procura, oltre che per truffa aggravata, indaga anche per reati contro la pubblica amministrazione. L'impianto di bricchettaggio aveva ottenuto solo l'autorizzazione dalla Provincia di Massa-Carrara per un esercizio provvisorio nel gennaio 2010 per effettuare alcuni test sui silos per la produzione di bricchette. Nell'ottobre del 2010 l'intero cda di ErreErre era stato cancellato dall'assemblea dei soci che si era rifiutata di approvare il bilancio 2009. Il nuovo cda è sceso da 5 a 3 componenti: ora il presidente è Ugo Bosetti, consiglieri Elisabetta D'Ambrosio e Augusto Cardinotti. Delca ha perso così l'ad che era Domenico Del Carlo mentre dalla carica di presidente era stato rimosso Luciano Bertoneri.

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