La manifestazione
L'ANALISI
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I carabinieri del Noe durante il sequestro dello stabilimento ErreErre 1 MINUTI DI LETTURA
LE CONSEGUENZE Con i sigilli niente vendite all'asta MASSA. L'impianto di bricchettaggio, gestito dalla società pubblico-privata ErreErre, è sotto sequestro. Una cattiva notizia? Beh, non esattamente, visto che i sigilli, messi dai Noe, su ordine della Procura, bloccano qualsiasi decisione in materia di vendita all'asta. Se i sigilli sono scattati perché c'è un'inchiesta in corso, è vero però che mettono l'impianto al riparo dagli "attacchi" dei creditori. Erre Erre, infatti, deve fare i conti - è proprio il caso di dirlo - con molti decreti ingiuntivi. Tanto che una parte dell'impianto è stata recentemente venduta all'asta, proprio per far fronte ad uno di quei decreti. Il sequestro, invece, ferma tutto in materia: i creditori, quindi, dovranno aspettare. E non potranno rifarsi sull'azienda, sui macchinari e sull'impianto di bricchettaggio. Che, almeno fin quando rimarrà sotto sequestro, sarà salvo.
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