Il Tirreno

L'ANALISI

I carabinieri del Noe durante il sequestro dello stabilimento ErreErre
◗
I carabinieri del Noe durante il sequestro dello stabilimento ErreErre

1 MINUTI DI LETTURA





   LE CONSEGUENZE Con i sigilli niente vendite all'asta   MASSA. L'impianto di bricchettaggio, gestito dalla società pubblico-privata ErreErre, è sotto sequestro. Una cattiva notizia? Beh, non esattamente, visto che i sigilli, messi dai Noe, su ordine della Procura, bloccano qualsiasi decisione in materia di vendita all'asta. Se i sigilli sono scattati perché c'è un'inchiesta in corso, è vero però che mettono l'impianto al riparo dagli "attacchi" dei creditori.  Erre Erre, infatti, deve fare i conti - è proprio il caso di dirlo - con molti decreti ingiuntivi. Tanto che una parte dell'impianto è stata recentemente venduta all'asta, proprio per far fronte ad uno di quei decreti.  Il sequestro, invece, ferma tutto in materia: i creditori, quindi, dovranno aspettare. E non potranno rifarsi sull'azienda, sui macchinari e sull'impianto di bricchettaggio. Che, almeno fin quando rimarrà sotto sequestro, sarà salvo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze