Il Tirreno

«Crollo: ecco di chi sono le colpe»

Alessandra Vivoli
La palazzina crollata in via Carriona
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La palazzina crollata in via Carriona

Nella relazione del consulente Popoff il Comune è responsabile al 19,5%

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CARRARA. Quell'alveo del fiume troppo abbassato, a seguito dei diversi interventi compiuti nel tratto di cantiere fra il ponte Baroncino e il ponte su via Apuana, fu la causa principale (in percentuale è indicata all'80%) del crollo della palazzina sul Carrione. Molto meno (15%) dipese dalle condizioni dei manufatti, ossia dalla fragilità degli edifici stessi e delle loro fondaizoni. E solo il 5% sarebbe invece imputabile all'evento metereologico, le piogge battenti che precedettero il crollo del 2 novembre scorso in via Carriona. 

Lo mette nero su bianco, nella sua bozza di relazio(che verrà consegnata solo dopo le osservazioni della commissione comunale, nominata proprio per fare luce su questa vicenda) l' ingegner Pierre Alexandre Popoff, consulente tecnico d'ufficio nell'ambito del procedimento di Accertamento tecnico preventivo in svolgimento al tribunale di Massa in merito al crollo della palazzina di via Carriona.  

«Il crollo non può essere attribuito a una sola causa». L'ingegner Popoff doveva rispondere ad alcuni quesiti ben precisi destinati a fare luce sul crollo della palazzina sul Carrione. In sostanza doveva descrivere i luoghi dove si è verificato il sinistro, le condizioni del muro d'argine dell'edificio e, nel caso di individuazione di concause tra loro concorrenti, era suo compito formulare una graduatoria in ordine di importanza con tanto di percentuali. Popoff arriva a una conclusione importante, e la mette nero su bianco nella sua bozza di relazione: «Il crollo non può essere attribuito a una causa sola».  

«Ecco di chi è la colpa del crollo». Un elenco dettagliato, in cui vengono indicate, come chiesto dal tribunale, le percentuali delle concause del crollo della palazzina sul Carrione. L'80% fu dovuto all'abbassamento dell'alveo, il 15% alle condizioni dei manufatti e il 5% all'evento metorico.  Poi si va nel dettaglio.  La concausa dell'abbassamento dell'alveo legata alla «demolizione della briglia» è pari al 41%. La responsabile dell'azione e dei danni - in questo caso - è la ditta Coestra e per omesso controllo, il direttore dei lavori, il responsabile esecutivo e il direttore di cantiere.  Dell'abbassamento dell'alveo, legato alle grigliature e alla movimentazione delle piste (concausa del crollo al 27%), viene indicata invece nella relazione dell'ingegenr Popoff, come responsabile dell'azione, dei danni e dell'omesso controllo la ditta Abc. 

Per quel che riguarda le condizioni delle murature e fondazioni degli edifici (indicato come concausa al 15%) vengono indicate come responsabili, anche dei danni, le proprietà e il Comune.  Mentre per l'abbassamento dell'alveo per la manutenzione di Ediltecnica è indicato come responsabile dei danni e dell'omesso controllo solo il Comune.  In sostanza, nella relazione del Ctp del tribunale di Massa, si ricavano le seguenti percentuali per la responsabilità dei danni: Coestra (41%); Abc (27%); Comune (19,5%); proprietari (7.5%).

Ma l'ingegenr Popoff esprime anche, sempre su richiesta del tribunale, una «valutazione sul rapporto fra omissioni e evento dannoso».  E vi si legge, fra l'altro che: «Il rup (responsabile uncio del progetto) di Coestra, ingegner Altieri, ha omesso di rilevare nel verbale di consegna dei lavori la mancata evidenziazione della differenza di quota di fondo alveo dovuta all'intervento di Ediltecnica». E poi: «Il primo direttore dei lavori, ingegner Festa ha omesso di chiedere il rispetto dei patti contrattuali e l'uso di tubi tipo finsider del by pass, come da progetto».  E infine: «Il direttore dei lavori ha omesso di rilevare le asportazioni effettuate da Ediltecnica».

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