Il Tirreno

Per la Madonna di maggio

Rinnovato il rito del falò a Corneda

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 TRESANA. Il Falò di Corneda, dedicato alla Madonna di maggio, è una delle più antiche e fervide tradizioni tresanesi. Il rito secolare è cominciato con la funzione religiosa, tenutosi nell'oratorio di S. Francesco: a celebrare la Messa il Parroco don Spinatelli. Poi la tradizione, secondo cui ogni famiglia appendeva alla porta una fascina di legna da ardere in segno di devozione alla Madonna, si è rinnovata fra lo stupore dei molti bambini presenti fra la folla. Il falò fa parte infatti di una tradizione che la comunità di Corneda porta avanti con venerata dedizione da molti anni. Questo evento attinge dal folclore d'Italia, da nord a sud: la preparazione è un impegno per tutta la frazione, devotissima alla Madonna. La pira, una volta accesa, raggiunge diversi metri di altezza; per la maggior parte è costruita con piccoli rami di erica selvatica inseriti uno ad uno fino al compimento e lo sforzo per farle toccare il cielo è segno della profondità della devozione dei fochisti.  A lato, illuminata dal fuoco, l'esposizione di un museo fotografico che ha rievocato i falò del passato con il ricordo di Umberto Uberti, uno dei più attivi operatori della comunità di Corneda. Poi, la degustazione del vino "a modo mio" prodotto dall'oste Fabio Morelli, e un rinfresco di prodotti locali. La tradizione si è rinnovata nel migliore dei modi. MA.M

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