Il Tirreno

Bruciano i cassonetti pieni di immondizia Panico nella notte

Alcune immagini dei cassonetti distrutti
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Alcune immagini dei cassonetti distrutti

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 MASSA. Un piromane, un gruppo di ragazzini che hanno deciso di dare una svolta al loro noiosissimo sabato oppure la protesta di qualcuno che non ne poteva più di vedere quel cumulo di rifiuti. Sono le tre ipotesi formulate dalla polizia sull'incendio - e la distruzione - di una decina di cassonetti in via Pradaccio. A nulla è valso l'intervento dei vigili del fuoco: quando è arrivata la squadra dei pompieri c'era ben poco da fare. I contenitori, pieni fino all'orlo di immondizia, sono da buttare. E dovranno essere sostituiti. Resta da capire il perché di un gesto tanto assurdo.  L'allarme è scattato intorno all'una. Il centralino dei vigili del fuoco ha raccolto una chiamata: «Correte in via Pradaccio, stanno andando a fuoco i cassonetti della spazzatura». L'odore della plastica bruciata ha invaso ben presto la strada e altre telefonate sono arrivate ai pompieri. La squadra era già partita a sirene spiegate. Ma l'intervento è servito soltanto a circoscrivere il rogo e a evitare che le fiamme raggiungessero i campi circostanti (altrimenti sarebbe stato un bel guaio).  I vigili del fuoco una volta spento l'incendio hanno avisato il 113. Era chiaro che chi aveva acceso il fuoco lo aveva fatto con intenzioni dolose. Qualche traccia l'ha anche lasciata, ma a quanto pare non è determinante per capire chi è il colpevole. Sono tre le ipotesi su cui stanno lavorando le forze dell'ordine: la prima conduce a un piromane che si diverte a distruggere i cassonetti dell'Asmiu e non solo.  Nelle notti scorse sono andati a fuoco un motorino e un altro paio di contenitori della spazzatura, non è escluso quindi che si tratti del gesto seriale di una persona che vuole attirare su di sé le attenzioni. Un'altra pista conduce a una banda di ragazzini. Anche qui si collegano gli episodi successi nelle sere scorse. Ma qui si pensa più a una bravata di minorenni che non si rendono conto della gravità di quello che stanno facendo. La terza, e sembra essere quella più accreditata, porta alla protesta di qualcuno esasperato dalla vista dei cassonetti stracolmi di rifiuti. Sono tante le lamentele che arrivano da più parti contro l'azienda di raccolto, che non sta svolgendo il servizio da quando l'impianto del Cermec è saturo. E fino a che la discarica di Peccioli non torna in funzione non si sa dove mettere la spazzatura. È vero però, fanno notare in questura, che se si voleva protestare contro l'Asmiu oltre ad accendere il fuoco si doveva lasciare un messaggio per rivendicare il gesto. E questo, almeno a prima vista, non c'è. Eppure il sospetto che il rogo sia frutto di una levata di scudi si rafforza sempre più con il passare delle ore.  Di certo c'è il danno causato. I contenitori più grandi arrivano a costare cinquecento euro, per gli altri ne bastano meno della metà. Insomma, l'altra notte sono andate in fumo diverse migliaia di euro.

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