Il Tirreno

Balneari, piace il piano Tremonti

La spiaggia di Marina di Massa
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La spiaggia di Marina di Massa

Timori per il rischio di aumenti delle tasse

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 MASSA. «Tremonti? Ci ha fatto un bel regalo. Ma dovremo fare attenzione a cosa troveremo nel pacco». Il nuovo piano per allungare le concessioni balneari, trasformandole in diritti di superficie e allungandole a 90 anni, sta dividendo l'Italia. Mentre gli ambientalisti si infuriano, i balneari di Riviera Apuana accolgono la decisione con favore. Ma il presidente Roberto Aliboni invita comunque alla cautela. «Le incognite sono ancora molte - spiega - e su tutte i canoni, che saranno pagati a prezzo di mercato. Questa frase potrebbe contenere aumenti anche notevoli delle tasse. L'importante è comunque vedere una via d'uscita dall'incubo Bolkestein».  Il decreto. Tremonti punta a sottrarre le spiagge dalla richiesta di liberalizzazione fatta dall'Unione Europea. In base alla direttiva Bolkestein tutte le concessioni pubbliche dovrebbero infatti essere affidate tramite gare pubbliche, le famigerate aste. Secondo il governo il pericolo aste potrebbe essere aggirato senza cedere (almeno formalmente) la proprietà del litorale ai privati, cioè agli stabilimenti balneari. E ottenendo più soldi dalle tasse (o canoni che dir si voglia). Da quello che risulta al momento (il decreto potrebbe cambiare molto da qui sino all'approvazione e l'Ue ha già espresso alcune perplessità) sarà il Comune a proporre la linea di demarcazione tra zona soggetta a diritto di superficie - dove insistono i chioschi e le strutture - da assegnare allo stabilimento, e zona libera al 100%. Il "taglio" dovrà essere approvato e deliberato dalla Regione. A quel punto il balneare potrà chiedere di avvalersi del contratto di superficie. Se è tutto ok - tra l'altro è previsto che l'imprenditore dimostri di essere in regola dal punto di vista fiscale - riceverà in gestione per 90 anni quel pezzo di spiaggia e pagherà un canone annuale, decisamente più alto di quello attuale, che poi verrà spartito tra ministero dell'Interno, Regione e Comune. il decreto prevede anche semplificazione burocratica e maggior facilità ad ottenere permesse e licenze per chi si trova nei cosiddetti "distretti turistici" (una categoria geografica legata alla vocazione turistica di un territorio come potrebbe essere la riviera apuano-versiliese).  Balneari a favore. Per Aliboni il piano di Tremonti ha aspetti molto positivi. E non comporterebbe i pericoli di cementificazione paventati dagli ambientalisti. «Prima di tutto - esordisce Aliboni - le spiagge resteranno sempre di proprietà pubblica. Il decreto riguarda solo le aree dove sorgono adesso gli stabilimenti balneari con cabine, ristoranti e altre strutture. E non ci saranno colate di cemento, visto che resteranno comunque norme di tutela e controlli».  Per i balneari apuani saranno importanti aspetti come la garanzia per gli imprenditori di poter contare su concessioni più lunghe e anche la sburocratizzazione promessa per i distretti turistici, un'entità ancora non ben definita. «Pare che arriveranno - spiega Aliboni - semplificazioni burocratiche e agevolazioni per le zone a vocazione turistica».  E le aste? Per le aree ricadenti nei distretti turistici e che hanno una "tipicità", spiega ancora Aliboni, le aste previste dalla Bolkestein potrebbero essere evitate.  Infine c'è il pericolo cemento. «I balneari - spiega Aliboni - sono i primi a voler tutelare le spiagge. Per noi non è importante costruire nuove strutture. Ma adeguare e migliorare l'esistente per poter offrire servizi - come per esempio piscine e verande coperte - anche fuori stagione. Solo così potemo competere con la concorrenza».

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