Il Tirreno

La Cisl punta il dito su via dei marmi e Pignone

«Nei grandi cantieri non c'è posto per gli operai apuani»

«Nei grandi cantieri non c'è posto per gli operai apuani»

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CARRARA. Allarme disoccupazione. A lanciarlo è la Cisl che punta il dito sui cantieri delle grandi opere, dalla strada dei marmi al nuovo ospedale fino al polo del Pignone, che non utilizzano operai e professionalità apuane.  «Ormai al termine dei lavori per la costruzione della Strada dei Marmi emerge un dato sconsolante - sottolinea il segretario della Cisl Andrea Figaia - la ditta appaltatrice e le varie aziende che vi hanno a vario titolo operato hanno utilizzato, al massimo dello sforzo produttivo, circa 120, 130 lavoratori. Meno di dieci erano apuani. Le varie ditte si sono portate dietro i mestieranti. Si dirà che molti avevano una professionalità specifica per lavorare dentro le gallerie ecc ecc ma alla fine, ragionevolmente, poi il numero degli occupati diciamo locali doveva essere ben maggiore».  «Stanno per partire, così ci viene detto, i lavori per la costruzione del nuovo ospedale delle Apuane - continua la nota di Andrea Figaia - ed allora una riflessione sorge spontanea: già ebbi modo di denunciare sia in Regione che al distretto lapideo il fatto che i marmi locali non erano stati inseriti nei capitolati di appalto del nuovo ospedale. Adesso mi domando se anche lì le imprese che dovranno costruire l'ospedale si porteranno anch'esse manodopera non locale, magari considerando che si tratta di una costruzione difficile e particolare».  «La domanda è: ma alla fine davvero non abbiamo in zona lavoratori adatti? - chiede il segretario della Cisl - Anche le maestranze necessarie al Nuovo Pignone ed al suo preannunciato notevole futuro impegno occupazionale, saranno sicuramente professionalità importanti, certamente gente in gamba, speriamo di non difficile reperibilità locale. In questo caso giocheranno, speriamo, un ruolo importante anche aziende del territorio»  «Una riflessione finale però, credo, vada fatta - conclude Figaia - non si deve essere pessimisti per forza, ma neanche ottimisti senza motivo. La gente che sta a casa senza lavoro non ci capirebbe più».

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