Il Tirreno

Giornata tesa al presidio in duomo per voci di un intervento della polizia

Migranti, incubo sgombero

Claudio Figaia

Parte lo sciopero della fame, sospeso dopo l'arrivo del sindaco

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 MASSA. Una giornata tesa sul sagrato e nel chiostro della cattedrale «occupati», ormai da una settimana, dai migranti truffati dai falsi permessi di soggiorno. Nella mattinata si diffonde la voce di un imminente azione di sgombero da parte delle forze dell'ordine che, forse "su indicazione del sindaco Pucci", avrebbero deciso di intervenire per mettere fine al presidio.  La voce, che si diffonde dopo un incontro tra i migranti e le associaizoni che sostengono la protesta e l'assessore provinciale dell'Italia dei Valori Sara Vatteroni, mette in allarme tutti a fa alzare la tensione: bisogna rispondere con azioni clamorose.  Lamine Diuof, portavoce del coordinamento migranti, annuncia nel pomeriggio la nuova strategia: sciopero della fame. «L'incontro con il procuratore Alberto Giubilaro - spiega - è stato rinviato a giovedì e noi, almeno fino a quel giorno, intendevamo mantenere il presidio, magari liberando il chiostro del duomo dove dormono alcuni di noi. Ma ora, di fronte a questo atteggiamento di chiusura dell'amministrazione comunale, noi non ci stiamo. Continueremo a presidiare il chiostro anche di notte e sette di noi hanno iniziato da stamani alle 11 lo sciopero della fame. Restermo qui, fino all'incontro con il procuratore. Poi vedremo che fare».  Proprio mentre Lamine annuncia alla stampa locale queste nuove iniziative, lo chiama, sul cellulare, il sindaco Roberto Pucci. «No, signor sindaco, i suoi chiarimenti per telefono non ci bastano, venga a incontrarci», chiede Lamine. Richiesta accordata e appuntamento alle 18 nel chiostro. Dove il primo cittadino disegna una realtà tutta diversa da quella disegnata nella mattinata. «Ho partecipato proprio questa mattina (ieri mattina per chi legge ndr.) a una riunione con le istituzioni responsabili dell'ordine pubblico e nessuno mi ha detto nulla circa l'intenzione di un intervento di sgombero. Posso rassicurarvi, non accadrà nulla, non ci sarà alcun atto di forza», dice chiaro Pucci ai migranti. «Il Comune - prosegue - appoggia la vostra mobilitazione, voi siete stati intelligenti ad accogliere la mia richiesta di non svolgere manifestazioni davanti al duomo e io vi assicuro la disponibilità delle altre piazze cittadine per le vostre iniziative. L'amministrazione non ha mai, in alcun modo, chiesto o sostenuto azioni di sgombero».  I ragazzi africani, al termine del colloquio con il sindaco, decidono di sospendere lo sciopero della fame, divenuto, a quel punto, un'arma inutile perchè puntata a difendersi da una minaccia di cui il sindaco nega l'esistenza. «Il presidio - aggiungono - comunque resta in piedi, non ce ne andiamo e ringraziamo tutti coloro che in questa città ci stanno aiutando».  La crisi è superata e il rapporto tra l'amministrazione e questi ragazzi sembra uscirne più saldo e positivo. Ma la lotta per il diritto al permesso di soggiorno dei migranti "del duomo" sarà ancora lunga.

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