Finanza
È un flop l'operazione "giù Caina"
Cinzia Carpita
Città sottosopra per lo scoppio, ma problemi con i detonatori. Tutto da rifare
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Il Comune chiederà i danni all'Erp di cui detiene il 41,38%: parola del sindaco Zubbani. E l'istituto delle case popolari si riserva di chiederli alla ditta che ha vinto l'appalto: parola del presidente Luca Panfietti. Ma intanto che le istituzioni palleggiano, la notizie è che ieri l'operazione Caina è stato un grande flop. I detonatori arrivati per far esplodere i tre palazzi fatiscenti, erano «difformi per quantità e qualità da quelli regolarmente e ufficialmente richiesti», scrive il direttore dell'Erp ing. Giuseppe Lazzini in una nota al sindaco e al commissariato.
Così è stato sospeso tutto. Con grande disappunto del sindaco che ha subito convocato una conferenza stampa, mentre tutto l'apparato della protezione civile ha dovuto contattare 190 abitanti per avvisarli che non avrebbero più dovuto evacuare dalle case nella zona a rischio. Ma una trentina si erano già allontanati, per trascorrere la giornata da amici o parenti. Molti altri avevano meticolosamente rispettato l'ordinanza chiedendo con nastri isolante tapparelle e imposte, e lasciando aperte le finestre a vetri. I vigili urbani (una ventina a turno prolungato) hanno trovano alcune persone anziane sedute sugli scalini delle proprie abitazioni in attesa di essere prelevate da familiari. «Non serve più, potete rientrare in casa», hanno detto gli agenti.
Insomma, una macchina enorme dei preparativi, i cui costi non sono ancora stati quantificati dal Comune, ha lavorato in questi giorni affinché tutto fosse pronto per l'ora X. Che è stata rinviata (salvo altri inconvenienti) a sabato prossimo: imprevisti logistici erano già stati tenuti in considerazione nell'ordinanza, ma nessuno poteva immaginare che l'inconveniente potesse riguardare proprio i detonatori, elemento chiave della demolizione. «Esprimo profonda amarezza - ha detto ieri, stizzito, Zubbani - l'amministrazione comunale è del tutto incolpevole ma ci mette la faccia di fronte alla città. Mi scuso con i cittadini, soprattutto quelli della zona da evacuare.
Elogio tutti gli uffici comunali, le forze dell'ordine, i vilontari. Solo stamani (ieri, ndc) erano impegnate 80 persone. Ma non esprimo sentimenti di elogio verso l'Erp». Panfietti era seduto accanto a lui assieme al direttore dell'ente, ingegner Lazzerini. «Il Comune si riserva di chiedere ulteriori spiegazioni e di fare tutte le azioni possibili per i danni morali e materiali. Basta, non ho altro da dire», ha tagliato corto il sindaco. Panfietti ha spiegato «che la ditta che ha vinto l'appalto, la Siag srl di Parma, fino all'altro ieri aveva garantito che era tutto regolare».
Ieri la sorpresa: «Alle 6 è arrivato il materiale esplosivo, e hanno visto che i detonatori non corrispondevano all'ordinazione. Non era possibile procedere in sicurezza all'operazione, c'era il rischio di danni ai palazzi vicini, così si è deciso il rinvio. Ci scusiamo con i cittadini e con l'amministrazione comunale. Abbiamo chiesto alla ditta una documentazione scritta e che entro martedì ci dia garanzie affinché un evento così non si ripeta». La ditta è una delle due in Italia specializzate in queste operazioni, è stato spiegato dall'Erp, e si è rivolta a un fornitore per il materiale. «L'Erp si riserva di chiedere i danni materiali e di immagine», ha affermato Panfietti.
L'operazione-Caina (che fra demolizione e smaltimento macerie costa all'Erp circa 290mila euro) è quindi rinviata a sabato prossimo, ma prima il sindaco rifarà il punto sulla situazione per evitare altri inutili disagi ai cittadini. E' stato detto che i detonatori arrivati non avrebbero garantito un'esplosione come era stata prevista, e data la giornata prefestiva, non è stato possibile rimediare subito, perciò nei prossimi giorni dovranno arrivare a Carrara (sempre con le proedure di legge e le autorizzazioni prefettizie) quelli giusti. Giorni fa era stata diffusa la notizia che sarebbe arrivata una troupe di "Striscia la notizia" a filmare il grande crollo. Ieri qualcuno, che stentava a credere a questo rinvio, ha ironicamente chiesto: "Allora siamo su scherzi a parte?". Invece è tutto vero.
Così è stato sospeso tutto. Con grande disappunto del sindaco che ha subito convocato una conferenza stampa, mentre tutto l'apparato della protezione civile ha dovuto contattare 190 abitanti per avvisarli che non avrebbero più dovuto evacuare dalle case nella zona a rischio. Ma una trentina si erano già allontanati, per trascorrere la giornata da amici o parenti. Molti altri avevano meticolosamente rispettato l'ordinanza chiedendo con nastri isolante tapparelle e imposte, e lasciando aperte le finestre a vetri. I vigili urbani (una ventina a turno prolungato) hanno trovano alcune persone anziane sedute sugli scalini delle proprie abitazioni in attesa di essere prelevate da familiari. «Non serve più, potete rientrare in casa», hanno detto gli agenti.
Insomma, una macchina enorme dei preparativi, i cui costi non sono ancora stati quantificati dal Comune, ha lavorato in questi giorni affinché tutto fosse pronto per l'ora X. Che è stata rinviata (salvo altri inconvenienti) a sabato prossimo: imprevisti logistici erano già stati tenuti in considerazione nell'ordinanza, ma nessuno poteva immaginare che l'inconveniente potesse riguardare proprio i detonatori, elemento chiave della demolizione. «Esprimo profonda amarezza - ha detto ieri, stizzito, Zubbani - l'amministrazione comunale è del tutto incolpevole ma ci mette la faccia di fronte alla città. Mi scuso con i cittadini, soprattutto quelli della zona da evacuare.
Elogio tutti gli uffici comunali, le forze dell'ordine, i vilontari. Solo stamani (ieri, ndc) erano impegnate 80 persone. Ma non esprimo sentimenti di elogio verso l'Erp». Panfietti era seduto accanto a lui assieme al direttore dell'ente, ingegner Lazzerini. «Il Comune si riserva di chiedere ulteriori spiegazioni e di fare tutte le azioni possibili per i danni morali e materiali. Basta, non ho altro da dire», ha tagliato corto il sindaco. Panfietti ha spiegato «che la ditta che ha vinto l'appalto, la Siag srl di Parma, fino all'altro ieri aveva garantito che era tutto regolare».
Ieri la sorpresa: «Alle 6 è arrivato il materiale esplosivo, e hanno visto che i detonatori non corrispondevano all'ordinazione. Non era possibile procedere in sicurezza all'operazione, c'era il rischio di danni ai palazzi vicini, così si è deciso il rinvio. Ci scusiamo con i cittadini e con l'amministrazione comunale. Abbiamo chiesto alla ditta una documentazione scritta e che entro martedì ci dia garanzie affinché un evento così non si ripeta». La ditta è una delle due in Italia specializzate in queste operazioni, è stato spiegato dall'Erp, e si è rivolta a un fornitore per il materiale. «L'Erp si riserva di chiedere i danni materiali e di immagine», ha affermato Panfietti.
L'operazione-Caina (che fra demolizione e smaltimento macerie costa all'Erp circa 290mila euro) è quindi rinviata a sabato prossimo, ma prima il sindaco rifarà il punto sulla situazione per evitare altri inutili disagi ai cittadini. E' stato detto che i detonatori arrivati non avrebbero garantito un'esplosione come era stata prevista, e data la giornata prefestiva, non è stato possibile rimediare subito, perciò nei prossimi giorni dovranno arrivare a Carrara (sempre con le proedure di legge e le autorizzazioni prefettizie) quelli giusti. Giorni fa era stata diffusa la notizia che sarebbe arrivata una troupe di "Striscia la notizia" a filmare il grande crollo. Ieri qualcuno, che stentava a credere a questo rinvio, ha ironicamente chiesto: "Allora siamo su scherzi a parte?". Invece è tutto vero.
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