Il Tirreno

Arrivano i profughi in città

Il centro Codam alla Partaccia
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Il centro Codam alla Partaccia

Esplode subito la polemica. Pucci: scandaloso che la Cri non li ospiti

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 MASSA. E, alla fine, i profughi del Nord Africa arrivano anche in città. Ma subito esplode la polemica. Ad accendere la miccia è il sindaco Roberto Pucci: «Confermiamo la nostra piena diponibilità ad accogliere queste persone. Ma è scandaloso che l'utilizzo dell'unica struttura sul territorio sicuramente attrezzata a questo scopo, il centro Codam di Marina di Massa, continui ad essere negato dalla Croce Rossa, con l'evidente assenso del governo Berlusconi.  Nella serata di ieri sono "sbarcati" in Toscana altri 40 profughi provenienti da Pakistan, Bangladesh, Nigeria, Sudan, Mali, Ghana, Benin e Costa d'Avorio. Persone con alle spalle migliaia di chilometri di fuga da realtà di guerra, fame, carestia, e viaggi in più tappe compiuti per cercare accoglienza, lavoro, speranza per il futuro. L'ultima tappa nella loro odissea è stato il centro di Manduria, in Puglia. E ora la Toscana, dove sono stati distribuiti in vari centri di accoglienza.  Uno di essi, ed è la prima volta, a Massa. Si tratta della casa di accoglienza della Caritas di via Godola, in zona Quercioli, dove sono ospitati nove uomini, giunti in città la notte scorsa. Ad accoglierli alcuni volontari dell'associazione per l'Ascolto e l'Accoglienza. «La nostra è una piccola struttura che ospita, in genere per uno-due notti, persone in difficoltà, senza fissa dimora. Abbiamo risposto alla richiesta della Regione e accettato di accogliere questi migranti per un periodo di 10-15 giorni», spiega Gino Buratti dell'Accademia della Pace che si occupa del centro di via Godola.  Per il sindaco Roberto Pucci, tuttavia, non è questa la soluzione più razionale. «Il Comune - ripete - collabora insieme alle altre istituzioni locali, alla Prefettura e alla Diocesi, affinché tutti insieme ci si faccia carico di ospitare i profughi che verranno indirizzati nella nostra provincia. Ma registriamo che la Croce Rossa, con l'evidente assenso del governo nazionale non mette a disposizione il Codam di Marina di Massa, struttura che ha funzionato molto bene, in passato, sia riguardo all'organizzazione dell'accoglienza sia riguardo al rapporto con il territorio». E il rifiuto, aggiunge Pucci, «non può certo essere giustificato dal fatto che nei fine settimana la struttura debba ospitare un corso di formazione professionale: con la collaborazione delle istituzioni questo corso potrebbe tranquillamente essere spostato altrove».  Ma perchè questa scelta della Cri? Il comandante Romeo Jasinski, responsabile del centro Codam della Partaccia, spiega: «La nostra è una struttura che dipende dalla Croce Rossa italiana che ha deciso di recente una ri-organizzazione del centro, assegnando ad esso una funzione di formazione del personale e riducendo i posti letto a 50. Detto questo, noi siamo pronti ad accogliere i profughi, come stanno facendo molte altre strutture Cri da Lampedusa a Ventimiglia. Ma nessuno ci ha dato questa disposizione e non compete a me decidere in materia». Come dire: ordini dall'alto. C.F.

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