Italia
LE INDAGINI
Ancora agli arresti gli altri indagati Il caso dell'abbraccio frainteso
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La piazza della stazione a Massa 1 MINUTI DI LETTURA
MASSA. Le vicende legate alla prostituzione minorile che hanno fatto finire agli arresti domiciliari tre persone sono ancora oscure in molti punti. Per tutti l'accusa è di atti sessuali con minorenni. Ma l'evoluzione delle indagini sta facendo emergere situazioni differenti per gli indagati. Da un lato c'è il parroco don Giuseppe Peretti per il quale, dopo l'incidente probatorio avvenuto venerdì, è stata deciso l'annullamento degli arresti domiciliari. Sin dall'inizio le ragazze avrebbero parlato soltanto di palpeggiamenti da parte del religioso. E il parroco non avrebbe avuto alcun contatto con gli sfruttatori delle ragazze. Secondo quanto emerso venerdì don Peretti avrebbe "abbracciato" le due giovani rumene arrivate in parrocchia per chiedere l'elemosina. Un gesto che secondo l'avvocato del religioso Giacomo Bugliani, le ragazze avrebbero frainteso. L'immediata scarcerazione di Peretti dopo l'incidente probatorio farebbe supporre che gli ultimi elementi emersi dalle indagini abbiano confermato, almeno in parte, le dichiarazioni del religioso. Le ragazze avrebbero invece confermato agli inquirenti di aver avuto rapporti sessuali completi con le altre due persone finite agli arresti. Per questo sia il nordafricano, sia il commerciante Guerrino della Bona restano ancora ai domiciliari. Il caso prostituzione minorile, scoppiato quando un anziano, poi denunciato, è stato trovato in un'auto in atteggiamenti equivoci con una ragazza, ha portato alla scoperta di un altro giro di squillo, stavolta maggiorenni. Le indagini sono ancora in corso.
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