Sicurezza
Tangenti sui morti, funzionava così
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Franco Simoncini titolare di onoranze funebri, ai domiciliari I retroscena dell'inchiesta che ha sconvolto obitori e onoranze funebri
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SARZANA. Decine di telefonate, video, frasi sconvolgenti. C'è di tutto nella maxi-inchiesta sul malcostume (a dir poco) dell'obitorio di Sarzana. QUATTORDICI INDAGATI. Sono quattordici gli indagati nell'inchiesta della Guardia di Finanza della Spezia. Tre sono agli arresti domiciliari: Sergio Caramaschi, 57 anni, residente a Santo Stefani Magra, addetto all'obitorio dell'Ospedale di Sarzana; Franco Simoncini, 37 anni e Giancarlo Ravenna, 56 anni, rispettivamente titolare e collaboratore dell'Agenzia di onoranze funebri Isof della Spezia. Sospesi dalla loro attività: Diego Giovannelli, 47 anni, co-titolare delle "Onoranze Funebri Giovanelli di Giovanelli Diego & C." sas di Castelnuovo Magra; Giorgio Neri, 42 anni, titolare delle onoranze funebri "Dillo Coi Fiori di Neri Giorgio" di Sarzana e Luca Caramaschi, 35 anni, collaboratore dell'agenzia "San Martino " di Aulla, nonché figlio di Sergio. I REATI CONTESTATI. Come abbiamo scritto ieri, i reati contestati a Sergio Caramaschi sono l'istigazione alla corruzione, l'abuso d'ufficio, la rivelazione ed utilizzazione di segreti d'ufficio oltre che alla corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio: gli accertamenti svolti dalle fiamme gialle hanno permesso di rilevare che, quale dipendente dell'Asl 5 Spezzino addetto all'obitorio dell'Ospedale di Sarzana, e quindi in qualità di incaricato di un pubblico servizio, sollecitava promesse o "dazioni" di denaro da parte di titolari di agenzie di onoranze funebri in cambio della segnalazione dei decessi di cui veniva a conoscenza nel corso del suo servizio e quindi agevolando, in tal modo, per l'aggiudicazione dei servizi funerari, le agenzie che si rendevano compiacenti. La sua condotta illecita non si limitava alle sole segnalazioni dei decessi poiché in molti casi egli si adoperava anche in un'attività di pubblicità a favore di determinate Agenzie. Per quanto riguarda Franco Simoncini e Giancarlo Ravenna, viene loro contestata la promessa e la consegna di denaro, di dosi di cocaina ed di altri vantaggi, quali l'assunzione "in nero" per prestazioni occasionali lavorative a favore di un dipendente dell'ASL 5 Spezzino, addetto all'obitorio dell'Ospedale della Spezia, anch'egli indagato ma al momento non destinatario di provvedimenti cautelari, il quale si è adoperato per segnalare i decessi di cui è venuto a conoscenza, quindi secondo il modus operandi già descritto. Infatti, il dipendente Asl in questione, oltre a segnalare i decessi in cambio di denaro o di dosi di cocaina, si prestava anche quale collaboratore occasionale per l'esecuzione dei servizi funerari resi dalla Isof di Simoncini Franco, sempre dietro compenso. A carico degli altri destinatari dei provvedimenti cautelari, Diego Giovannelli, Giorgio Neri e Luca Caramaschi, nella loro qualità di titolari o collaboratori di imprese di pompe funebri, sono state raccolte prove - così sono convinti gli inquirenti - circa la commissione della corruzione che è avvenuta con somme di denaro promesse o consegnate a Sergio Caramaschi, che venivano generalmente concordate tra i 200 ed i 500 euro per ogni funerale che veniva loro procurato grazie alle tempestive informazioni dell'operatore obitoriale in questione. LUNEDÌ I PRIMI INTERROGATORI. Gli interrogatori di garanzia sono stati fissati per lunedì e martedì prossimi, innanzitutto per i tre agli arresti domiciliari (Sergio Caramaschi, Simoncini e Ravenna); il giorno successivo per i tre sospesi momentaneamente dalla loro attività: Luca Caramaschi, Diego Giovanelli e Giorgio Neri. GLI ALTRI INDAGATI. Nel registro degli indagati sono finiti anche: Susanna Del Corso, 43 anni della Spezia, addetta all'obitorio di Sarzana; Mario Di Giglio, 58 anni di Spezia, addetto all'obitorio di Spezia; Rita Del Mancino 50 anni, di Castelnuovo Magra; Michele Ferrara, 52 anni, di Spezia, addetto all'obitorio di Spezia; Alessandro Gianella, 44 anni di Spezia, addetto all'obitorio di Spezia; Daniele Tavilla, 41 anni di Arcola, addetto all'obitorio di Sarzana; Enrica Coloretti, 43 anni di Spezia, infermiera del reparto di chirurgia; Roberta Duce, 54 anni di Spezia, addetta alla portineria dell'ospedale di Spezia. L'INCHIESTA. I provvedimenti sono stati emessi dal Gip Diana Brusacà nell'ambito di indagini coordinate dal Sostituto Procuratore dott. Luca Monteverde. Le investigazioni sono state avviate già a partire dal luglio del 2009: sono partite dalla raccolta di numerose informazioni di operatori del settore, ossia di altri titolari di agenzie funebri della Spezia e provincia non disposti a cedere al ricatto. Il lavoro dei finanzieri è cominciato così, ascoltando le numerose lamentele e richieste di aiuto che pervenivano da questi impresari onesti, che in molti casi sono stati disposti anche a collaborare formalmente, mettendo per iscritto le situazione delle quali erano a conoscenza, le richieste che venivano loro fatte e facendo anche i nomi dei dipendenti degli obitori della Spezia e Sarzana che erano coinvolti. Partendo da queste informazioni, le fiamme gialle hanno poi svolto ulteriori accertamenti, analizzando i tabulati telefonici delle persone sospettate e verificando l'effettiva esistenza di contatti avvenuti tra gli operatori degli obitori segnalati ed alcuni impresari di pompe funebri, spesso frequenti ed in orari di servizio, circostanze queste che fornivano ulteriori riscontri rispetto alle situazioni già evidenziate. A partire poi dal mese di maggio del 2010, venivano pertanto disposte dall'Autorità Giudiziaria spezzina intercettazioni telefoniche ed ambientali che hanno consentito di captare conversazioni estremamente chiare avvenute tra gli indagati, che facevano emergere un sistema capillare di corruzione, attuato anche mediante forme di pubblicità che avvenivano con i parenti del defunto a favore di determinate agenzie, di rivelazione del segreto d'ufficio e di abuso d'ufficio. LINGUAGGIO CRIPTATO. Nel corso delle investigazioni, gli indagati avevano anche concordato l'utilizzo di un linguaggio criptato per la segnalazione dei decessi del tipo... "se ci fosse da prendere il morto..mi devi dire questo:andiamo a prendere sto campari si o no?". Poi, un'accelerazione è arrivata dal servizio giornalistico mandato in onda il 2 marzo nel corso del programma "Le iene" trasmesso da Italia 1, "Vendesi morti". Il programma ha mostrato un filmato girato presso l'obitorio dell'Ospedale di Sarzana da Lina Buriani, titolare delle Onoranze Funebri Croce Bianca di Castelnuovo Magra, che poi l'ha girato alle Iene. Nel filmato Caramaschi le rivelava che se ci fosse stato un buon rapporto tra loro qualcosa glielo avrebbe passato. Ma la donna non si era piegata al ricatto e aveva richiesto l'intervento delle Iene che, fingendosi parenti di una nonna morta da poco, avevano intervistato e accusato il necroforo in questione di prendere il pizzo. Le indagini svolte dalle Fiamme Gialle hanno fatto luce su un sistema più ampio e diffuso, radicato in città e provincia. R.C.
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