Il Tirreno

Pignone, il giallo delle assunzioni

Alessandra Vivoli
L’incontro ad Assindustria e il nuovo polo del Pignone
◗
L’incontro ad Assindustria e il nuovo polo del Pignone

Si cercano saldatori, ingegneri, carpentieri, nessuna certezza sui numeri

3 MINUTI DI LETTURA





 CARRARA. Operai altamente specializzati. Saldatori, verniciatori, carpentieri e sabbiatori. Ma anche laureati in ingegneria e in fisica che verranno utilizzati per la gestione e per il controllo della produzione, e ispettori di terzo livello.  Sono questi i profili professionali richiesti da General Electric e Pignone per il nuovo polo industriale in viale Zaccagna. Ma, per il momento, non si quante maestranze e quanti tecnici andranno a trovare occupazione nella fabbrica per l'assemblaggio dei moduli che, e questa è un'altra novità di una giornata ricca di sorprese, sta già lavorando a pieno ritmo. Tanto che, dal mese di ottobre, occuperà anche una porzione di Area spa, prendendola in affitto.   Il giallo delle assunzioni. La riunione - partecipatissima - convocata ieri nella sede di Assindustria doveva essere l'occasione per fare il punto proprio sulle professionailtà richieste per lo stabilimento di viale Zaccagna. Quei posti di lavoro, per intenderci per cui stanno arrivando, ormai da settimane centinaia di curricula: alla sede degli industriali, allo stabilimento di Massa, alla sede centrale di Firenze e anche in Comune.  Una situazione su cui ha posto l'attenzione anche il direttore di Assindustria, Andrea Balestri, aprendo i lavori della conferenza di ieri pomeriggio nella sede della Confindustria apuana: «Siamo stati sommersi dai curricula, e abbiamo toccato con mano situazioni familiari di grande disperazione».  Insomma, ieri ci si aspettava l'annuncio ufficiale: «ci servono tot operai per viale Zaccagna». E invece le cose sono andate un po' diversamente. Anzi, molto diversamente. In realtà quei «profili professionali» i vertici di Generale Electric e del Nuovo Pignone gli hanno chiesti alle imprese del territorio, invitandole, in sostanza, a mettersi in rete (e per questo la prima parte dell'incontro era dedicata proprio al nuovo bando regionale da 3 milioni di euro per «aggregazione e contratti in rete»). E diventare, di fatto, serbatoio di maestranze per il polo industriale di Marina.  E i nuovi posti di lavoro? No, ci saranno anche quelli perchè se questi operai specializzati, saldatori & co. non saranno trovati nelle piccole imprese apuane, si attingerà - almeno così sembra - ai curricula.  Insomma un meccanismo un po' più complicato del previsto. Che sembra non tenere conto della richiesta, avanzata a più riprese nel corso del suo intervento, dall'assessore provinciale Raffaele Parrini. Il quale ha ribadito non una, ma quattro o cinque volte, rivolgendosi ai vertici del Nuovo Pignone presenti nell'affollata sala di Assindustria: «Voi dovete dirci in tempi stretti quali professionalità vi sono necessarie per il polo di viale Zaccagna - ha ribadito Parrini - perchè così possiamo mettere in piedi, con i soldi stanziati già dalla Provincia, e quelli messi in preventivo dalla Regione, i corsi di formazione "in job", in fabbrica, per i neo assunti».  Ma l'assessore Parrini ha poi parlato degli incentivi, fiscali e contributivi, per le assunzioni che saranno attinte dalla mobilità: e lo spettro dei lavoratori della Eaton, per cui il territorio potrebbe chiedere una contro partita alla grande industria, si è concretizzato. E, forse, il problema, alla base del giallo sulle nuove assunzioni, per i vertici del Pignone potrebbe essere proprio questo.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa