Sicurezza
Ma il territorio vuole la contropartita
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Lingegner Giuseppe Baccioli direttore del Nuovo Pignone Ponti d'oro allo stabilimento, con il miraggio dell' occupazione
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CARRARA. Il primo luglio l'investitura ufficiale. Ma, sarà solo una proforma visto che Giuseppe Baccioli, 62 anni, carrarese dal 2003 direttore del Nuovo Pignone, è l'unico candiato per il dopo Caro. Il mandato del presidente-imprenditore del marmo Alessandro Caro, infatti, è scaduto quest'anno. E Baccioli, proprio nei giorni scorsi ha ricevuto la nomina dalla Confindustria apuana. Adesso avrà tutto il tempo, da qui a luglio, per costruire la sua squadra. Al momento non lascia trapelare nulla, l'ingegner Baccioli, che dopo la maturità classica al Repetti si è laureato in ingegneria Meccanica a Pisa e, al termine di una lunga esperienza in Fiat è poi approdato al Pignone, è un uomo concreto, preferisce che a parlare siano i fatti. Ma quello che sembra sicuro è che ci sarà un delegato «di peso» al settore marmo, quello in cui proprio in questi ultimi mesi si sta discutendo la complessa vicenda delle nuove tariffe dell'escavazione (a inizio settimana è convocato il nuovo tavolo con il Comune). Intanto una partita importante, con il territorio e le istituzioni, l'ingegner Baccioli la sta già giocando: è quella del nuovo polo industriale in viale Zaccagna. E, soprattutto, quella dei posti di lavoro ad essi collegati. I retroscena del nuovo maxi polo. Le amministrazioni, in particolare quella di Carrara, ma anche quella di Massa, per fare spazio al nuovo insediamento del Pignone hanno fatto, come hanno ribadito più volte sia Zubbani che Pucci: «di tutto e di più». Carrara ha messo in campo una variante urbanistica, il rafforzamento del ponte sul Carrione e una gardne disponibilità: insomma è stata spianata la strada per l'arrivo della fabbrica «dei moduli», come si chiamano tecnicamente i colossi di tubi (per i non addetti ai lavori) che verranno assemblati in viale Zaccagna. Entro il 2013 ne saranno creati cinque: lunghi 50 metri, alti 25 e larghi 20 metri. Un bell'impatto. Il territorio ha dato l'ok su tutto, ma ha sempre messo l'accento su una contropartita. Fatta di posti di loavoro: per le imprese che operano già in provincia, questo è vero, e che fino ad oggi - lo ha detto il sindaco Zubbani - «Non hanno trovato spazio nella filiera del Pignone che si è sempre affidato a ditte esterne». Ma si è parlato anche di posti destinati a chi il lavoro ancora non ce l'ha. Ed era stato posto, in più occasioni ufficiali, l'accento sui ragazzi che escono dagli istitui tecnici. Di questo però, ad oggi, dal Nuovo Pignone, non è arrivato nessun impegno ufficiale. E intanto la Provincia scalpita per organizzare i corsi di formazione, con un po' di soldi suoi e un po' della Regione. E i curricula, con il miraggio di un posto di lavoro, continuano ad arrivare. A.V.
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