Finanza
Lite a sinistra sui migranti
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La scritta «Basta» che apriva il corteo organizzato dalla Cgil in occasione dello sciopero generale provinciale Scontro Prc-Sel. Marchi: pronto a uscire dalla maggioranza
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MASSA. «Nessun lavoratore è illegale» recita lo striscione dei giovani africani che stanno «occupando» il sagrato del duomo: anche loro in corteo, a rivendicare il diritto ad avere il permesso di soggiorno e ad "essere trattati come ogni altro lavoratore". Ma sulla protesta che gli extracomunitari del coordinamento Migranti Toscana Nord stanno conducendo davanti alla cattedrale si apre uno scontro a sinistra. Rifondazione comunista accusa: «Siamo indignati dal "pugno di ferro" e dall'arroganza con cui il sindaco Roberto Pucci ha negato uno spazio pubblico e visibilità a persone che lottano pacificamente per i loro diritti e contro una legge xenofoba». Parole pesanti che si riferiscono al divieto opposto dal sindaco all'apertura di un gazebo e allo svolgimento di un concerto davanti alla cattedrale. E sulla questione «che riguarda ideali di solidarietà e uguaglianza», Rc chiede al resto della maggioranza e in particolare a Sinistra ecologia e libertà, di prendere posizione. Subito accontentato: Sel risponde e difende la scelta del sindaco: «Invitiamo il Prc a non strumentalizzare la vicenda. Sinistra e Libertà e l'amministrazione comunale - dice il segretario Carlo Paolini - sostengono convintamente la battaglia dei migranti. E apprezzano la disponibilità e solidarietà nei loro confronti espressa dal vescovo Giovanni Santucci, il quale ha giustamente sottolineato l'opportunità di evitare davanti al duomo manifestazioni di chiaro segno partitico. L'amministrazione, raccogliendo questa sollecitazione, ha proposto di tenere un concerto di solidarietà in piazza Aranci e non davanti alla scalinata». La strada da seguire, chiude Paolini, «è di creare attorno alla lotta per i diritti dei migranti il massimo consenso, non di restringerlo con azioni politiche mal organizzate. E ancor più riteniamo che non si debbano fare piccole strumentalizzazioni di parte per un problema che riguarda tutti». Ma Il Prc contesta ancora: «Il dissidio è grave, sono pronto a uscire dalla maggioranza», annuncia Pier Paolo Marchi.
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