Il Tirreno

La nostra scuola è il fanalino di coda

 Sara Ligutti
Studenti all’uscita di una scuola (foto d’archivio)
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Studenti all’uscita di una scuola (foto d’archivio)

All'86º posto (su 100) e ultima della Toscana, i sindacati: colpa dei troppi tagli

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 CARRARA. Massa-Carrara all'ottantaseiesimo posto (su cento province) nella classifica della rivista Tuttoscuola che misura la qualità del sistema d'istruzione. Nella nostra provincia vanno bene i risultati ottenuti dai ragazzi, l'organizzazione e i servizi, meno bene le condizioni del personale e decisamente male le risorse e le strutture.  I sindacati puntano il dito contro le politiche scolastiche del Ministero dell'Istruzione: «Troppi tagli, così non si può andare avanti».  Novantasei gli indicatori utilizzati per ottenere il punteggio, fra cui numero di alunni per classe, voti degli studenti, disponibilità della mensa e del tempo pieno, assenze degli insegnanti, messa a norma degli edifici, patrimonio scolastico e numero degli insegnanti precari. Il punteggio complessivo di Massa-Carrara (441,26) è decisamente al di sotto della media nazionale (457,48). La nostra provincia, inoltre, si classifica ultima fra quelle toscane. A livello nazionale, poi, dopo di noi vengono solo: Rieti, Chieti, Latina, Ragusa, Reggio Calabria, Cagliari, Oristano, Caltanissetta, Sassari, Palermo, Taranto, Napoli, Catania e Isernia.  Rispetto al 2007 Massa-Carrara è pure risalita in classifica, ma chiaramente essere ottantaseiesimi su cento non è un risultato confortante e, inoltre, ci riconferma come fanalino di coda della Toscana anche nel settore scolastico. «La nostra provincia non riesce ad avere peso politico in Regione» dice Fabrizio Rocca (Cgil Scuola). Ad esempio, «su novantatrè tempi pieni concessi in Toscana noi ne abbiamo ottenuto solo uno, ma solo perché in quella scuola c'era già» spiega Lalla Bassi (Cisl Scuola).  «Tutto dipende dalle risorse che il Governo non ci dà» continua la Bassi. «La manutenzione degli edifici è disastrata e non ci sono soldi per metterli a posto. Il Fermi, ad esempio, saranno trent'anni che è senza la palestra». E, riguardo al piano assunzioni dei precari della scuola (insegnanti e personale Ata) annunciato dal Ministero dell'Istruzione, commenta: «Se non mantengono la promessa ci saremo noi, come sindacato, a fare pressione sul Governo».  «Abbiamo un problema di riduzione dei finanziamenti alle scuole» dice Fabrizio Rocca. «Nel biennio 2009-2010 non ne sono arrivati proprio. Ora, nel 2011, sta iniziando ad arrivare qualcosa, ma non è abbastanza». C'è poi il problema dei tempi pieni: «Per quest'anno scolastico avevamo richiesto quattro nuovi tempi pieni, ma dal Ministero non c'è stato dato nulla». Inoltre, «hanno tagliato le classi e così è aumentato il numero degli alunni per classe. Ci sono delle scuole primarie con classi di addirittura 29 bambini».  Nonostante tutti i problemi che ci sono, gli studenti, però, riescono ad ottenere buoni risultati. «Tutto grazie alla passione e all'impegno degli operatori, che nonostante i tagli continuano a fare bene il loro lavoro» afferma Rocca. «Anche se, man mano che si va avanti, dal Governo stanno lavorando per rendere le condizioni impossibili».  Ma se i tagli degli anni passati non fossero abbastanza, una nuova ondata di licenziamenti rischia di investire il settore scolastico. Secondo le proiezioni della Cgil Scuola verranno tagliati altri 116 posti di lavoro: 31 nelle elementari, 10 nelle medie, 35 nelle superiori e 40 posti Ata (Ausiliari tecnici amministrativi, gli assistenti di laboratorio, ad esempio). Ed è proprio per protestare contro i tagli e i licenziamenti che l'undici maggio tutte le Flc Cgil pronvinciali andranno a Firenze a fare un sit-in.

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