Il Tirreno

DOPO L’AGGRESSIONE

La Lega: «Troppo odio nella nostra provincia»

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 MASSA. La somiglianza con Renzo Bossi non c'entra. Secondo gli esponenti della Lega a far scattare l'aggressione a quattro dei suoi militanti, in cui è rimasto coinvolto anche il segretario comunale di Massa-Montignoso Andrea Barabotti, sarebbe stato «il crescente clima di intolleranza e odio che si sta diffondendo in provincia e in Regione». L'episodio è avvenuto mercoledì sera: quattro esponenti del partito del Carroccio sono stati aggrediti all'uscita del consiglio regionale a Firenze da una decina di anarchici che, alla vista di fazzoletti verdi e spille, hanno assalito i quattro esponenti (Andrea Barabotti, Emanuele Canepa, Riccardo Galligani e Manuel Laurora) colpendoli con calci, caschi, insulti e sputi. Andrea Barabotti ha riportato una forte contusione a ginocchio e tibia e ne avrà per almeno sei giorni. Secondo il segretario comunale, il fatto deve essere letto in un'ottica più ampia: «Quello che dà fastidio è il fatto che la Lega sta acquisendo sempre più consensi nelle regioni del centro nord erodendo posizioni a destra ma, soprattutto, a sinistra. Per questo, continua, le frange più estreme ricorrono a questi mezzi per intimorirci». All'onorevole Stucchi un dossier particolareggiato sugli ultimi eventi che hanno visto coinvolti migranti, nomadi e anarchici, «ai quali si consente l'occupazione di aule universitarie o di stabili (a Massa in via Stradella e a breve in via Cairoli».

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di Redazione Massa