Il Tirreno

La ricorrenza. L’anno scorso il decesso del grande artista ed eroe partigiano, il ricordo di due allieve

Il figlio di Nardo Dunchi cittadino onorario

Emmanuel, a destra della foto, il giorno dei funerali di Nardo Dunchi
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Emmanuel, a destra della foto, il giorno dei funerali di Nardo Dunchi

La cerimonia in programma a settembre, oggi l'anniversario della morte

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 CARRARA. È già passato un anno dal giorno della morte del grande artista ed eroe partigiano Nardo Dunchi, figura straordinaria di carrarese e cosmopolita. In attesa che la città pensi un modo degno di ricordarlo, è stato intanto deciso di conferire la cittadinanza onoraria al figlio Emmanuel Forest Dunchi, dirigente industriale di primissimo piano a Parigi e anche apprezzato tenore.  La cerimonia si terrà a settembre.  In quell'occasione, in un luogo ancora da scegliere, vi sarà sia il conferimento solenne della cittadinanza onoraria al figlio di Nardo Dunchi, sia anche una sua esibizione canora. Emmanuel Forest è vicepresidente e direttore generale della Bouygues Telecom, divisione telefonica di uno dei colossi mondiali delle costruzioni, fra i primi operatori di telefonia al mondo. Venne a Carrara in occasione dei funerali del papà, e a settembre sarà di nuovo qui.  Intanto, due allieve del maestro Nardo Dunchi, Gabriella Iacopetti e Mara Mosti, così lo ricordano. «Oggi 7 maggio 2011 ricorre un anno dalla scomparsa dell'amico e maestro Nardo Dunchi. Maestro d'arte e di vita ci ha insegnato per circa 10 anni l'essenza dell'arte nell'armonia di ombre e luci, e l'amore per la vita, la sua è stata piena di esperienze e ricca di emozioni, i suoi ricordi divenuti libri, sono stati per noi pane quotidiano che allietavano le ore di lavoro». E aggiungono: «Non mancavano le poesie, le innumerevoli canzoni, che grazie alla sua ferrea memoria continuava a recitare melodicamente. Non possiamo altro che ricordarlo con un sorriso affettuoso, e con gratitudine, ci sentiamo privilegiate per averlo conosciuto ed essere state le sue allieve e un po' "i me omi", così ci chiamava quando in laboratorio lavorando ci prendeva in giro. Il suo grande umorismo, la sua tenacia, il coraggio, l'intelligenza di un uomo, un artista da ricordare ogni giorno, per noi è così, è nelle sfumature della vita quotidiana che lo rivedo, nei suoi consigli da caro amico e da grande artista nell'insegnamento di un'arte nuova contemporanea "che vince di mille secoli il silenzio" (Ugo Foscolo)», concludono.

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