La manifestazione
Lanalisi del presidente: poco slancio verso linnovazione
«Troppa finanza»
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I relatori del rapporto economia Ricci: più ragionieri che imprenditori
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CARRARA. Il presidente della Camera di Commercio, Norberto Ricci, nei prossimi giorni convocherà i rappresentanti delle Associazioni di Categoria per valutare i risultati di questa giornata e soprattutto per verificare in che modo il mondo delle imprese possa contribuire a determinare nuove condizioni di sviluppo. Secondo Ricci, «Le insidie maggiori, oggi, non provengano tanto dalle difficoltà di superare la crisi, quanto da una preoccupante caduta dello slancio vitale: vale per il Paese, vale ancora di più per la nostra Provincia. Tutti comprendiamo come sia impegnativo gestire il presente, far fronte alla necessità di riportare gli indici aziendali a valori meno negativi, a scegliere le soluzioni più efficaci, non sapendo con certezza se poi lo saranno davvero. Spesso la tentazione della rinuncia prende campo e così ad alcuni imprenditori (qualcuno dice troppi) viene a piacere di più la finanza che l'innovazione, piuttosto che cercare nuove strade, inventare; a volte sembrano più ragionieri che imprenditori». E aggiunge: «Lo slancio vitale, però, non riguarda solo gli operatori, ma anche tutti noi, un po' troppo pigri, eccessivamente piegati sulle cure dell'esistente. Eppure il desiderio di guardare avanti significa ambizione, capacità di reagire, motivazione. Spesso viviamo di comportamenti ed atteggiamenti indifferenti, qualche volta cinici, permeati dall'astuzia dell'arrangiarsi, un rischio grave per la nostra società perché l'inerzia e la sfiducia potrebbero finire con il farci addirittura compiacere della nostra decadenza. Non basta la voglia di fare impresa (il Rapporto conferma una tendenza ormai pluriennale), perché ci sono poi le soffocanti difficoltà di continuare». Entrando in casi specifici, ha proseguito: «Episodi recenti (parlo della vicenda del Centro Tecnologico) ci vedono prima indecisi e poi perdenti e, come se non bastasse, si sprecano giudizi di condanna come se niente fosse: il Presidente di I.m.m. ha già risposto con giusta fermezza, personalmente sono dalla sua parte, ma mi permetto di aggiungere che anche in questo caso siamo di fronte ad un grande strumento, quale è I.m.m., la cui strategia appartiene alle decisioni degli azionisti, e quindi sostanzialmente del Comune di Carrara e della Regione. Sta a loro decidere se e come fare promozione. Si sappia che la Camera di Commercio è pronta a fare la propria parte e che non rivendica alcuna posizione pregiudiziale. Se si vuole sono proprio le modeste dimensioni del nostro sistema produttivo che dovrebbero spingerci ad una salto di qualità, di mentalità, di strategie. Sono lontani e definitivamente passati i tempi delle grandi aziende, all'ombra delle quali avevamo costruito un nostro modello. Ora in primo piano ci sono le piccole e le poche medie imprese del nostro territorio: a quelle ci rivolgiamo affinché colgano tutte le possibilità per alleanze meno informali e casuali rispetto al presente. Occorre più dinamismo, questo è il messaggio da dare agli operatori, occorrono atteggiamenti più favorevoli nei confronti delle imprese da parte delle istituzioni locali». Secondo il presidente Ricci, «A noi manca la cornice, un progetto complessivo capace di aprire una stagione nuova in cui devono essere protagoniste le imprese e tutte le componenti della pubblica amministrazione. È il tempo della coesione nei fatti e non nelle parole, è tempo di progetti integrati, condivisi, ma è anche il tempo di una maggiore autostima nelle nostre possibilità. Prendiamo pure atto che Regione e Stato ci hanno consacrato la definizione di zona in crisi: probabilmente, non sappiamo quando, avremo anche qualche beneficio, ma non dobbiamo illuderci che queste tipologie di interventi siano anche in qualche misura risolutive. In ogni caso è il tempo di nuove responsabilità perché il futuro si costruisce da oggi superando le inerzie e con un approccio positivo al cambiamento». A detta del presidente, fra le componenti da valorizzare di più c'è sicuramente il turismo. «Il Rapporto ci ha evidenziato lo spessore quantitativo di questo settore in termini di Pil e di occupazione, ci ha detto anche della difficoltà ad internazionalizzare i flussi, ma ci ha anche suggerito qualche soluzione da assumere nell'immediato e a breve».
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