Il Tirreno

Zubbani e il primo cittadino di Massa decisi: sul porto turistico si va avanti

«Siamo frenati dai veti»

«Siamo frenati dai veti»

Il sindaco Pucci a Canesi: sei sempre il solito...

4 MINUTI DI LETTURA





 CARRARA. La parola più gettonata è "potenzialità": la stessa che viene declinata in varie forme da decenni. E anche nella tavola rotonda conclusiva della presentazione del ponderoso Rapporto economia - 350 pagine, più una sessantina aggiuntive - ha fatto più volte comparsa, insieme a un concetto relativamente nuovo, quello di "attrattività" di un territorio, su cui ha molto insistito (come diciamo a parte) la studiosa di economia Irene Tinagli. Ma è stata una tavola rotonda incompleta: hanno infatti parlato solo i politici (i sindaci Angelo Zubbani e Roberto Pucci, l'ex sindaco di Filattiera Pierluigi Bardini in rappresentanza del presidente della Comunità Montana, l'assessore provinciale Paolo Baldini) ma non gli imprenditori, che pure in platea erano ben rappresentati dal presidente di Assindustria Alessandro Caro, dall'amministratore delegato della Porto Spa Filippo Nardi e molto altro. La professoressa Tinagli ha subito centrato il nodo del problema: da un lato, l'enorme forbice numerica tra la crescita esponenziale dell'export dei grezzi e i timidi segnali di miglioramento dei lavorati nel settore lapideo; dall'altra, il fatto che commercio e turismo continuino a soffrire nonostante le grandissime potenzialità (appunto...) del territorio. E si è chiesta: come mai non c'è un marchio, un brand territoriale che possa portare crescita anche occupazionale?  Il sindaco di Carrara ha lanciato un messaggio di collaborazione alle imprese, ha invitato gli imprenditori del lapideo - al di là delle distanze esistenti su temi come le tariffe - a studiare insieme strategie e percorsi. E a decidere una volta per tutte sul Polo tecnologico: «È un abito che poi indossiamo o poi lo mettiamo in naftalina?», e sul tema dell'attrattività ha sottolineato che il caso General Electric Nuovo Pignone dimostra che quando ci sono progetti concreti il territorio sa rispondere.  Più forte nei toni l'intervento di Paolo Baldini, che ha ricordato come nella nostra provincia ci sia un problema di coesione fra gli attori sociali, con un chiaro riferimento agli imprenditori e in particolare del settore lapideo. Sul polo tecnologico ha aggiunto: «Non è perso niente, ma bisogna decidere se si vuole riposizionare o no la Imm sulla linea di cui si parla dal lontano 1988, altrimenti si decide diversamente». E ha messo in evidenza un altro elemento, e cioé che a livello sociale il settore del lapideo ha un problema di consenso e di conflitto sociale.  Marchio del marmo e polo tecnologico sono temi su cui ora sono gli imprenditori a dover dare l'input.  Battibecco con gli ambientalisti sul porto turistico. Il sindaco di Massa Roberto Pucci ha sottolineato che la provincia ha bisogno di tutti i motori di sviluppo differenziati, dall'industria, al turismo ai servizi, ma che spesso qui c'è una cultura "anti". Anche a suo avviso è incomprensibile perché si stia a dormire intorno al polo tecnologico e al marchio: «Se stiamo fermi, siamo morti», ha sintetizzato. E per il turismo, ha ricordato, servono le infrastrutture. «Appena però fai un passo avanti, fanno la corsa ad ammazzarti, "bisogna andare piano", ci dicono. Ad esempio, anche sulle colonie, forse perché qualcuno misura gli altri sul proprio stesso metro, ci accusano di voler fare speculazioni, quando questo piano strutturale prevede 60mila metri cubi in meno di quello dell'85». La polemica si è accesa dopo gli interventi del pubblico: Riccardo Canesi, che si è qualificato come insegnante di geofrafia, e Bruno Giampaoli di Italia Nostra, hanno messo in guardia da rischi di cancellazione di spiagge (600 metri alla Partaccia, secondo Canesi, se passa il progetto di porto turistico di Caltagirone) o di rovina del territorio. «Sei sempre il solito», ha ribattuto Pucci a Canesi, e ha definito "Italia Loro" Italia Nostra: «Sappiamo bene - ha aggiunto - che non sarà occupata spiaggia, ma questa infrastruttura è fondamentale e per fortuna, rispetto al passato, c'è un elemento di novità: è diversa la collaborazione fra istituzioni, c'è un comune sentire». Sul porto turistico si va avanti, quindi, come assicura Zubbani: «Non siamo sindaci o presidenti di Provincia per dei colpi di Stato, le cose che facciamo sono contenute negli impegni che abbiamo preso con gli elettori. La differenza rispetto al passato è che ora sappiamo dove farlo, e sarà fatto con una piena sostenibilità ambientale. La quasi totalità dei cittadini vuole questa infrastruttura». M.B.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa