Il dolore
Picchia compagna e sorella, arrestato
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LA PATTUGLIA. Sul posto sono intervenuti i carabinieriNotte di terrore: l'uomo ha anche aggredito a calci e pugni due carabinieri
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MASSA. Una storia di violenza. Dentro le mura domestiche. Contro una donna. Violenza che non ha risparmiato neppure i carabinieri, intervenuti durante una lite. Lui, 48 anni, secondo i militari in evidente stato di ebbrezza, lei, una straniera di 33, costretta a fare i conti con le minacce e le botte. Teatro di tanta sofferenza una casa, in una frazione di Massa. Al piano superiore abita la coppia, sotto la sorella di lui. Sono le tre di notte (di mercoledì), lei sta dormendo, la risvegliano i rumori nell'appartamento del fratello. Sente le grida della cognata, mobili sbattuti, oggetti gettati a terra. Si alza e raggiunge la cucina. Qualche secondo e vede arrivare la trentatrenne: è spaventata, cerca conforto e protezione. Ha litigato con il convivente: lo avrebbe visto bere molto, e gli avrebbe chiesto di smetterla, ma lui non ha voluto sentire ragioni ed è passato dalle parole ai fatti. Ha molta paura, una precauzione per evitare il peggio l'ha presa e la riferirà poi ai carabinieri: ha tolto la canna dal fucile da caccia del compagno e l'ha gettata dalla finestra. L'uomo non perde un attimo, quando si accorge che la donna ha lasciato l'appartamento, si getta sulle scale. La trova, al piano di sotto, se la prende anche con la sorella: le sferra un pugno in faccia e riporta la convivente in casa. La sorella è terrorizzata, chiede aiuto ai carabinieri. Pochi minuti e arrivano due pattuglie del nucleo radiomobile, quando le vede, il 48enne si barrica nell'appartamento e minaccia di fare una strage. Inizia una lunga trattativa: i carabinieri lo convincono a chiudere il gas (per evitare il peggio), poi cercano di calmarlo. Lui inveisce anche contro di loro, li minaccia dicendo che li avrebbe aggrediti, come accaduto a due carabinieri, nel grossetano. Ma loro non si perdono d'animo. La situazione degenera quando la giovane donna riesce ad affacciarsi alla porta: un carabiniere le chiede come sta e l'uomo risponde chiudendola in una stanza e aggredendo due militari. Pugni e calci tanto da costringerli a rivolgersi ai medici: le prognosi sono di 7 e 15 giorni. Ma è quello il momento in cui riescono a bloccare l'uomo e a liberare la compagna. I militari perquisiscono la casa e trovano un fucile: non è detenuto come prevede la legge, non c'è l'armadietto blindato in cui dovrebbe essere tenuto. La canna non si trova: sarà la 33enne a raccontare di averla gettata. Per l'uomo scatta l'arresto per oltraggio, aggressione, resistenza a pubblico ufficiale e detenzione irregolare dell'arma. E per violenza. Sui militari, però, e non sulle due donne che, nonostante la notte di paura, hanno preferito non sporgere denuncia.
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