Attenzione
Caro Estinto. Addetto dellAsl arrestato con 2 titolari di agenzia, altre 3 persone sospese dallattività
Mazzette all'obitorio, 6 nei guai
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Lesterno delle sale mortuarie dellospedale di Sarzana Un infermiere di Spezia chiedeva soldi e coca per segnalare i morti
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SARZANA. La vicenda venne resa nota da un servizio televisivo delle Iene, ma la Finanza da tempo aveva nel mirino l'attività che si svolgeva attorno all'obitorio dell'ospedale San Bartolomeo. Perciò, dopo mesi di indagini, le Fiamme Gialle sono entrate in azione: 3 gli arresti, 3 le persone che non potranno fare il loro lavoro. I tre a finire nei guai hanno varie accuse sulle spalle, tra cui istigazione alla corruzione e abuso d'ufficio. In pratica, secondo la Procura, venivano agevolate alcune agenzie di pompe funebri da parte di qualcuno che, in servizio all'obitorio dell'ospedale sarzanese approfittava dell'incarico per prendere le mazzette. Le Iene. Furono appunto gli intraprendenti "inviati in nero" delle Iene a fare luce sulla vicenda, puntualmente riportata sugli schermi di Italia 1. La Finanza, come viene puntualizzato dal comando provinciale della Spezia, era già da qualche tempo in azione, agendo però con molta discrezione. Perciò, ieri mattina, i militari hanno eseguito 6 misure cautelari nei confronti di un dipendente dell'Asl 5 Spezzino in servizio presso l'obitorio di Sarzana e di 5 tra titolari e collaboratori di agenzie di onoranze funebri della Spezia e provincia per reati contro la pubblica amministrazione. I provvedimenti sono stati emessi dal Gip del Tribunale della Spezia, Diana Brusacà nell'ambito di indagini coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica, Luca Monteverde. In particolare, le misure cautelari sono state eseguite nei confronti di Sergio Caramaschi, addetto all'obitorio dell'ospedale di Sarzana, di Franco Simoncini e Giancarlo Ravenna, rispettivamente titolare e collaboratore dell'agenzia di onoranze funebri Isof della Spezia, i quali sono stati sottoposti agli arresti domiciliari. Gli altri provvedimenti sono stati invece eseguiti nei confronti di Diego Giovannelli, co-titolare delle "Onoranze funebri Giovanelli di Giovanelli Diego & C." sas di Castelnuovo Magra, Giorgio Neri, titolare delle onoranze funebri "Dillo coi fiori di Neri Giorgio" di Sarzana e Luca Caramaschi, figlio di Sergio, collaboratore dell'agenzia "San Martino" di Albiano Magra, ai quali è stato applicato il divieto di esercitare temporaneamente l'attività imprenditoriale. Le accuse. Secondo la Finanza, Sergio Caramaschi, dipendente Asl addetto all'obitorio del San Bartolomeo di Sarzana, e quindi in qualità di incaricato di un pubblico servizio, avrebbe «sollecitto promesse o donazioni di denaro da parte di titolari di agenzie di onoranze funebri in cambio della segnalazione dei decessi di cui veniva a conoscenza nel corso del suo servizio e quindi agevolando, in tal modo, per l'aggiudicazione dei servizi funerari, le agenzie che si rendevano compiacenti». Peraltro come avevano divulgato le Iene nel famoso servizio tv. Nel comportamento di Sergio Caramaschi, se confermato, appare evidente la violazione dei propri doveri di riservatezza, di imparzialità e di correttezza che le norme del settore impongono al personale che è incaricato di quel servizio. Peraltro, secondo quanto accertato dalla Finanza nel corso delle indagini, la sua condotta illecita non si limitava alle sole segnalazioni dei decessi poiché in molti casi si adoperava anche in un'attività di pubblicità a favore di determinate agenzie, «purtroppo sfruttando il momento di smarrimento e debolezza dei parenti conseguente alla perdita della persona cara - scrive la Finanza - e ingenerando, pertanto, una concorrenza sleale rispetto alle altre imprese del settore non disposte a cedere alle richieste di denaro». Soldi e coca. Per quanto riguarda Franco Simoncini e Giancarlo Ravenna, viene loro contestata «la promessa e la consegna di denaro, di dosi di cocaina e di altri vantaggi, quali l'assunzione in nero per prestazioni occasionali lavorative a favore di un dipendente dell'Asl 5 Spezzino, addetto all'obitorio dell'ospedale della Spezia, anch'egli indagato ma al momento non destinatario di provvedimenti cautelari, il quale si è adoperato per segnalare i decessi di cui è venuto a conoscenza, quindi secondo il modus operandi già descritto». Il dipendente Asl in questione, oltre a segnalare i decessi in cambio di denaro o di dosi di cocaina, si sarebbe prestato anche quale collaboratore occasionale per l'esecuzione dei servizi funerari resi dalla Isof di Franco Simoncini, sempre dietro compenso. A carico degli altri destinatari dei provvedimenti cautelari, Diego Giovannelli, Giorgio Neri e Luca Caramaschi, nella loro qualità di titolari o collaboratori di imprese di pompe funebri, la Finanza ha raccolto elementi di prova definiti chiari «circa la commissione della corruzione che è avvenuta con somme di denaro promesse o consegnate a Sergio Caramaschi, che venivano generalmente concordate tra i 200 e i 500 euro per ogni funerale che veniva loro procurato grazie alle tempestive informazioni dell'operatore obitoriale in questione. Il costo della tangente veniva poi ovviamente recuperato aumentando il prezzo del servizio funerario per il parente del defunto, il quale non era in grado, dato il momento delicato, di valutare serenamente la congruità della somma richiesta». L'indagine. Le investigazioni svolte al riguardo dai finanzieri spezzini sono state avviate da luglio 2009, scaturendo dalla raccolta di numerose informazioni rese da operatori del settore, ossia di altri titolari di agenzie funebri della Spezia e provincia non disposti a cedere al ricatto, alla richiesta di tangente da parte dell'addetto all'obitorio di turno, che richiedeva il denaro in cambio dell'avviso "tempestivo" necessario per consentire loro di accaparrarsi il "defunto". In tutto fra arrestati ed indagati nell'inchiesta sono coinvolte - a vario titolo - 14 persone. Fra queste anche una giovane signora di Fivizzano, ma ora residente A Spezia, che lavora anche lei all'Asl ligure. F.P.
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