Italia
Crescita spettacolare dell'export dei grezzi
La Cina il principale compratore, forte anche il mercato dell'India
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CARRARA. Spettacolare: così viene definita la crescita dell'export di grezzi: le cifre dicono tutto, 88,3 milioni di euro nel 2000, 136,2 milioni di euro nel 2010. La contemporanea diminuzione dei lavorati ha determinato il fatto che mentre i grezzi nel 2000 rappresentavano il 18% dell'export totale in valore di Massa-Carrara, sono passati al 35,8% nel 2010, raddoppiando l'incidenza. Come si sottolinea nel rapporto economia, la Cina è diventata in pochi anni il principale mercato per i nostri blocchi: nel 2000 ottavo posto e 4,1 milioni di euro con una quota di mercato del 4,6%, al primo posto nel 2010, con una quota di mercato del 26,7% e 36,4 milioni di euro di valore export. Proprio alla Cina, per la sua importanza, l'Istituto di studi e ricerche Isr ed Internazionale Marmi Macchine, hanno dedicato nel 2010 un approfondimento specifico che elimina anche alcuni luoghi comuni diffusisi negli ultimi anni. In Cina sono esportate circa 200mila tonnellate di marmi grezzi e praticamente quasi tutte vengono lavorate in loco. Sono rari i casi in cui queste ripartono dalla Cina sottoforma di blocchi, a dimostrazione della grande potenza manifatturiera anche nel lapideo. Nello specifico, il quantitativo di grezzi serve a soddisfare tra il 2% e il 2,5% del fabbisogno cinese di blocchi di marmo, ovvero rappresenta all'incirca il 5% delle acquisizioni estere della Cina. In sostanza, il distretto di Carrara esporta marmo grezzo in Cina quanto un intero Paese come la Grecia, che è il 5º fornitore internazionale di materia prima in quel Paese, escludendo l'Italia, dopo Turchia, Egitto, Iran e Spagna. La preferenza dei cinesi è soprattutto sul Bianco Gioia, un materiale che si pone su un segmento di mercato non troppo alto e che quindi, in qualche modo, riesce a fare concorrenza a quello turco, egiziano e greco. Nella stragrande maggioranza dei casi, il nostro marmo viene destinato ad utilizzi per interni come rivestimenti e pavimenti, mentre ha uno scarso uso per gli esterni e per le opere d'arte. Sia le stime condotte da I.s.r. su statistiche internazionali, sia l'indagine presso gli operatori cinesi evidenziano come il mercato interno sia la destinazione preminente dei prodotti realizzati con nostro marmo. Nello specifico, si può ragionevolmente stimare (e ne danno conferma anche i dati rilasciati dalle imprese cinesi) che il 70% di questi prodotti rimanga in loco e il 30% prenda la strada dell'estero, andando in particolare a soddisfare aree limitrofe, in primo luogo la Corea del Sud, ma non disdegnando anche nicchie a noi più tradizionali come quelle del Nord America e del Medio Oriente, anche se su questi mercati i cinesi sono ancora lontani dai nostri standard. Se la Cina è diventata leader indiscussa nelle acquisizioni dei nostri blocchi, una attenzione non secondaria merita l'India, diventata in pochi anni il secondo nostro partner commerciale per i grezzi: mentre tra il 2000 ed il 2005, in termini di valori assolti questo mercato è sostanzialmente stazionario, tra il 2005 ed il 2010 si passa da 4,4 milioni di euro a 19,8, un trend da seguire con attenzione.
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