Proteste
«Mamma, portami a casa»
Cinzia Carpita
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Nicola Pasquini durante una partita e il paese di Monzone Nicola Pasquini si è svegliato ieri sera dopo un mese di coma
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FIVIZZANO. Nicola si è svegliato. Dopo un mese di coma: «Mamma, portami a casa». E mamma Laura è scoppiata in lacrime di gioia. Accanto a lei il marito Paolo, anche lui emozionatissimo. Erano circa le 19,30 e in poco tempo la notizia si è diffusa, in un turbinio di telefonate, e di bocca in bocca, ieri sera a Fivizzano (e nei paesi limitrofi), dove abita la famiglia di Nicola Pasquini, il ventenne, giocatore del Monzone, che il 3 aprile scorso aveva avuto un arresto cardiaco in campo, mentre era impegnato nella partita di campionato di seconda categoria contro la squadra del Cinquale. «Mi sento male», aveva detto Nicola, e poi era svenuto. Era stato rianimato sul posto, da due suoi compagni di squadra. La partita era stata sospesa perchè nessuno se l'era più sentita di continuare a giocare e tutti avevano guardato con sgomento l'ambulanza che si portava via Nicola, in coma. Il ventenne era stato ricoverato all'ospedale di Massa dove grazie alle cure mediche, è stato stabilizzato finchè le sue condizioni hanno consentito il trasferimento, lunedì scorso, al Centro risvegli di Fontanellato in provincia di Parma: là, i medici hanno subito iniziato le terapie specialistiche, e là ieri, nel tardo pomeriggio, Nicola ha riaperto gli occhi. «Sì, si è svegliato, ha detto il nome del fratello e quelli degli amici», ha raccontato ieri sera nonno Enzo Cecchini, che abbiamo raggiunto telefonicamente: per lui era l'ennesima risposta emozionata che nel giro di un'ora aveva dato a tutti quelli che lo avevano chiamato per avere conferma delle voci che si stavano rincorrendo di casa in casa. Di amici, conoscenti, sportivi del Monzone Calcio. «Sì, - ha spiegato il signor Enzo - ho parlato con mia figlia poco fa, ha detto che Nicola ha cominciato a parlare, che ha chiesto del fratello Luca e degli amici più cari. I suoi genitori piangevano». Il tam-tam della buona notizia ha riecheggiato velocemente a Fivizzano: Contentissimo l'allenatore Nicola Bambini. «Risponde alle cure». E anche il presidente del Monzone, Andreino Fabiani, è emozionato: «Si è svegliato alle 19,30 circa. Mi hanno avvisato, mi hanno detto che la sua prima frase è stata "Mamma portami a casa". Gli hanno chiesto come si chiama suo fratello e ha risposto. E' una grande notizia. Ci voleva proprio. Qua in paese lo sanno ormai tutti. Ora mi trovo in chiesa per il rosario di maggio: sono venuto a maggiore ragione dopo questa notizia che ha risollevato gli animi di tutti. Ma c'era già grande fiducia che Nicola si sarebbe ripreso». Giulio Ravenna, conosce bene la famiglia e lo stesso Nicola: «Quando era nei "ragazzini" del Monzone lo allenavo io. Suo nonno è volontario della Pubblica Assistenza, è stato assessore a Fivizzano, nel Pd è un punto di riferimento nella Valle del Lucido. Conosco benissimo la famiglia: una famiglia stimata, un giovane per bene. Ieri sera appena mi è arrivata la notizia, ho subito parlato con il nonno. Nicola avrebbe detto "Mamma dammi le scarpe che ce ne andiamo da qui". Tutto il paese, anzi, tutta la vallata del Lucido era in ansia per lui, - racconta - ci sono state numerose veglie di preghiera e momenti di raccoglimento per Nicola. Eravamo tutti emotivamente toccati, con la voglia di rivederlo tornare al più fresto fra noi. E ora qui a Monzone c'è un clima di gioia da quando la notizia si è diffusa con una rapidità impressionante. Dentro di me, mi dicevo che Nicola ce l'avrebbe fatta. Ora penso: questo è un miracolo».
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